Ribaltone Cavs: basterà per le Finals e per trattenere LeBron James?

0
760
Jordan Clarkson e Larry Nance Jr. ai Cavaliers – © 2017 twitter.com/cavs

Che ai Cavaliers servisse un’inversione di tendenza, dopo un periodo da incubo e con una situazione di squadra ormai divenuta ingestibile, era tutt’altro che fuori pronostico. Che in Ohio decidessero di far esplodere il roster costruito in estate nella speranza di tornare ai vertici in tempo utile per i playoff, invece, è stata una grande sorpresa per tutti, dagli addetti ai lavori ai semplici appassionati. Cleveland non è più la stessa dopo le ultime, folgoranti ore di trade.

CHI ARRIVA, CHI PARTE

Occorre partire da un breve riepilogo. Sbarcano in città dapprima Jordan Clarkson e Larry Nance Jr, in arrivo dai Lakers, poi George Hill dai Kings e Rodney Hood dai Jazz. I Cavaliers rinunciano al pacchetto composto da Channing Frye, Isaiah Thomas e propria prima scelta nel Draft del 2018 in favore di Los Angeles, a Jae Crowder e Derrick Rose, verso Utah, a Iman Shumpert e alla seconda scelta degli Heat nel 2020, diretti a Sacramento, e infine a Dwayne Wade, che fa ritorno a Miami. Una vera e propria rivoluzione, che lascia a Cleveland soltanto cinque dei protagonisti delle scorse Finals, perse contro gli Warriors, ovvero LeBron James, Kyle Korver, Kevin Love, J.R. Smith e Tristan Thompson. Quanto fatto in estate dalla dirigenza per provare ad assottigliare il gap con Golden State, dunque, è svanito nel nulla. Potremmo dire, aggiungendo alla conversazione Kyrie Irving, oggi paladino dei Celtics, che i Cavaliers hanno rinunciato a lui, Frye e Shumpert per ottenere Clarkson, Hill, Hood, Nance, Ante Zizic e la prima scelta dei Nets nel 2018.

LE CONSIDERAZIONI

A guardarla da questa prospettiva, considerando che Irving avrebbe comunque spinto per abbandonare la squadra, Cleveland ha ottenuto anche più di quanto potesse auspicare. Attenzione, però. La sensazione era la medesima in estate, prima di fare i conti con il pessimo ambientamento di Crowder e, soprattutto, di quel Thomas mai lontanamente decisivo in Ohio. Secondariamente, c’è la questione salariale da tener ben presente. Si tratta di 31.5 milioni di dollari soltanto tra Clarkson e Hill, oltre a un nuovo contratto per Hood, che sarà restricted free agent in estate, e per Nance nel 2019, se si vuole mantenere questo nuovo roster a disposizione di coach Tyronn Lue.

Il team si è senza dubbio rinforzato e, sulla carta, può ambire a migliorare il pericolante terzo posto in Eastern Conference (31-22), che al momento regala appena quattro partite di vantaggio sull’ultimo posto utile per la zona playoff, conteso tra Sixers e Pistons. E il tutto è costato appena uno dei sei giocatori più utilizzati da Lue in questa prima parte abbondante di stagione. Escludendo la scelta di Cleveland al prossimo Draft, ma mantenendo la ben più ambita pick dei Nets. Il rovescio della medaglia impone una riflessione: riuscirà il meccanismo dei Cavaliers a funzionare entro le prossime 27 partite di regular season, per presentarsi competitivo per i playoff? Un’ardua impresa, anche per chi può contare sull’onnipotenza di James. E attenzione, a proposito del numero 23. I Lakers hanno ora la “miseria” di 46.9 milioni di dollari garantiti in vista della prossima stagione e possono legittimamente tentare l’assalto al Re in estate. Quello sì che sarebbe scacco matto per Cleveland.

DICCI LA TUA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.