Trinchieri dice addio al Bamberg. Il futuro? Barcellona, Milano o NBA

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Andrea Trinchieri – © 2018 www.facebook.com/pg/BroseBamberg

Alla fine di tutto sono i risultati la cosa più importante e Andrea Trinchieri è l’ultima vittima di questo sistema. L’allenatore italiano è stato esonerato dal Brose Bamberg nel pieno di una stagione molto difficile per il club tedesco, un’annata che si poteva immaginare sarebbe stata complicata dopo la rivoluzione estiva con i tanti addii illustri – Melli, Miller, Causeur, Theis e Strelnieks ad esempio – ma che nessuno pensava così difficile. In più ci si è messa l’operazione alla spalla sinistra a complicare le cose e a tenerlo lontano dalla panchina, un evento che certamente non ha aiutato lui e la squadra. Ora il Bamberg è stato affidato all’assistente greco Ilias Kantzouris mentre Trinchieri potrà staccare la spina e pensare ad un nuovo progetto.

I risultati

Nello sport si tende a dimenticare in fretta ma Andrea Trinchieri, arrivato in Germania nell’estate 2014, ha vinto tutto in patria col Brose. Tre stagioni complete e tre Bundesliga (2015, 2016, 2017), una Coppa di Germania (2017) e due Supercoppa (2015 e 2017): l’anno passato ha centrato il “Triplete” e di conseguenza quel gruppo è stato sciolto, anche perchè era impossibile fare meglio e servivano a tutti stimoli nuovi. Forse anche lui avrebbe dovuto dire addio, soprattutto dopo la partenza di Daniele Baiesi, il general manager che ha costruito il Brose negli ultimi 3 anni (passato ai rivali del Bayern Monaco, guarda caso tornati al vertice), ma lo scorso giugno era molto sicuro di proseguire in Germania e lo aveva ribadito in un’intervista:

Resto in Germania, qui sto bene. Mi rendo conto che perderemo 4-5 dei nostri migliori giocatori, è una situazione complessa ma allo stesso tempo stimolante. So bene di non poter far meglio, ma posso fare qualcosa di diverso“.

Invece le cose non sono andate bene finora, il Bamberg è addirittura decimo in Bundesliga con 11 vinte e 10 perse (4 di fila), è a -18 dalla capolista Bayern Monaco (20-1 il record) e rischia persino di star fuori dai playoff dopo aver mancato i primi quattro posti per giocare la Coppa di Germania. Inoltre il Brose è 13esimo in Eurolega con un bilancio di 8-14.

I giocatori “prodotti”

Non si può giudicare il Bamberg e il lavoro di Trinchieri solo in base ai risultati e ai trofei conquistati perchè c’è molto di più, c’è un progetto, un sistema, una struttura che accoglie dei giocatori e li trasforma in campioni autentici. Nelle ultime stagioni il Brose è diventato una tappa di passaggio per giocatori reduci da esperienze in realtà minori o in cerca di rilancio, e che poi sono arrivati in big europee o addirittura in NBA. Il caso più emblematico è Nicolò Melli, in totale confusione a Milano e poi esploso al Bamberg dove è diventato una stella, un idolo, un trascinatore, e ha ottenuto la chiamata del Fenerbahce campione d’Europa. Il reggiano così come altri, da Brad Wanamaker a Janis Strelnieks, da Trevor Mbakwe a Fabien Causeur, arrivando fino a Darius Miller e Daniel Theis, giocatori che addirittura hanno un ruolo in NBA con Pelicans e Celtics rispettivamente. Senza dimenticare giovani come Maodo Lo, Louis Olinde, Arnoldas Kulboka (quest’anno in prestito a Capo d’Orlando) e Aleksej Nikolic.

Quest’anno il Bamberg ha provato a ripartire affidandosi ai giovani di cui sopra e scommettendo su giocatori reduci da infortuni o annate deludenti, come Ricky Hickman, Daniel Hackett, Bryce Taylor e Luka Mitrovic, ma purtroppo nemmeno l’aggiunta dell’ex NBA Dorell Wright e la sorpresa Augustin Rubit ha potuto dare continuità e vittorie.

Il futuro di Trinchieri

Nell’immediato il coach milanese, che ad agosto compirà 50 anni, si riposerà e recupererà pienamente dall’operazione alla spalla, dopo di che inizierà sicuramente a vagliare proposte per la prossima stagione. Prima c’è da risolvere il contratto fino al 2019 col Brose (con escape già nell’estate 2018) ma questa è una formalità. Trinchieri, che da un anno è rappresentato dall’agenzia Wasserman, un colosso, potrebbe restare in Europa e trovare posto in una big in cerca di rilancio, magari il Barcellona, che ha vinto la Coppa del Re con Svetislav Pesic (il santone serbo sembra più una soluzione temporanea), o l’Anadolu Efes, da molti anni ormai nell’ombra del Fenerbahce e anche di altri club di Istanbul come il Galatasaray.

Non è da escludere totalmente la pista Olimpia Milano, società in cui ha già lavorato a livello giovanile, ma non va dimenticato che Simone Pianigiani ha appena iniziato un progetto (ha firmato un triennale la scorsa estate), la dirigenza ha piena fiducia in lui e poi andrebbe tenuto conto della volontà dello stesso Trinchieri di tornare in Italia. Quasi impossibile perchè non esiste un progetto con ambizioni, risorse e carta bianca che possa coinvolgerlo.

Affascinante infine è la pista NBA, già lanciata un anno fa circa da Marca che sottolineò come diversi dirigenti americani erano molto interessati a lui, a Laso e a Itoudis, da inserire nei ruoli di assistente allenatore. Potrebbe essere un’esperienza nuova, formativa, un modo per staccare dalla solita routine e aggiornarsi, un po’ come fece Messina ai Lakers da consulente di Mike Brown, e l’ex coach di Cantù e Kazan sembra anche predisposto per un’avventura di questo tipo.

Di certo non mancheranno le pretendenti per Andrea Trinchieri, una delle menti più illuminate della pallacanestro degli ultimi 15 anni.

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