Coppa e Campionato, due facce della stessa medaglia: Sassari a caccia della sua identità

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Achille Polonara – © 2018 dinamobasket.com

La stagione regolare è ormai in dirittura d’arrivo, ma Sassari non ha ancora deciso che ruolo vuole recitare. Tanti gli up and down nella stagione dei sardi, che sono ancora in cerca della loro identità. Il presidente Sardara si è comunque mostrato fiducioso in vista del finale di stagione, confermando la fiducia a coach Pasquini: “Se non fosse capace, la squadra non avrebbe mai giocato bene, invece lo ha fatto”. Un attacco incontenibile in Campionato non è però ancora abbastanza per dimenticare la debacle in Coppa.

L’imbarazzante eliminazione dalla Fiba Europe Cup

Se la gara di ritorno degli ottavi di finale di Fiba Europe Cup contro i francesi di Le Portel, che doveva essere poco più di una formalità dopo il +17 dell’andata, si è trasformata in un autentico tracollo, vuol dire che a Sassari c’è ancora parecchio da lavorare. Soprattutto se coach Pasquini alla vigilia dichiarava: “Ci teniamo a fare bene e a prepararci ad un altro step di questa competizione”. Insomma l’intenzione di andare avanti c’era, ed è proprio questo forse l’aspetto più preoccupante. Non si parla di questioni tecniche, perché era evidente da questo punto di vista, nonostante l’assenza di Planinic, la superiorità dei sardi, che in effetti avrebbero potuto solo eliminarsi per colpa loro dalla competizione. Le Portel, sulla carta, era nettamente inferiore: i loro top player, due vecchie conoscenze italiane come Hassell (ex Varese) e Golden (ex Chieti), erano veramente poco per poter impensierire una squadra come Sassari. A conferma di ciò, ieri i francesi hanno perso la gara di andata dei quarti contro i danesi di Aarhus per 76-62.

Se quindi l’aspetto tecnico non preoccupa, forse è di quello mentale che bisogna occuparsi. Il presidente Sardara l’ha sottolineato nel post partita: “A livello di testa non ci siamo ancora. È un problema di concentrazione che va risolto, perché non sono più disposto ad accettare queste cadute”. Episodio emblematico: negli ultimi decisivi istanti del match, Hatcher, a seguito di un fallo antisportivo fischiato ai francesi, sbaglia i due tiri liberi e consegna la rimessa seguente nelle mani dei giocatori di Le Portel, che poi segneranno il canestro che porterà la gara all’overtime. Altrettanto emblematico il commento di Sardara: “Abbiamo trasformato una sconfitta in una pagliacciata”. Non si tratta di tecnica o di tattica, ma di testa.

In Campionato è tutta un’altra storia

Poi c’è l’altra faccia della medaglia. Quella Sassari che quando sente aria di casa diventa incontenibile. La squadra di coach Pasquini è a 3 vittorie nelle ultime 4 partite in Campionato (unica sconfitta contro Milano), ed è stata in grado di segnare oltre 100 punti nelle ultime due uscite (contro Cremona e Capo d’Orlando). Allora Sassari è in grado di reagire, anche con soli tre giorni a disposizione, a una batosta come quella subita in Francia. Quindi può essere vero quello che dicono i più scettici che quando le partite contano i bianco-blu spariscono dal campo?  Difficile dare una risposta dal di fuori. Molto più semplice forse rispondere d’ora in poi sul campo. Adesso i sardi potranno concentrarsi esclusivamente sul rush finale di campionato, ripartendo dai 24 punti in classifica e i playoff ampiamente alla portata (e non può essere altrimenti). In vista della post season infatti, Bamforth e compagni potrebbero essere un avversario ostico per chiunque, se solo decidessero di mostrare la faccia giusta ogni volta che scendono in campo.

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