Oladipo è il più migliorato dell’anno: i Pacers ai playoff puntano su di lui

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Victor Oladipo – © 2018 twitter/Pacers

Il Draft del 2013 verrà probabilmente per sempre ricordato per aver donato alla NBA la peggior prima scelta di ogni tempo in Anthony Bennett, tragicomico protagonista di appena quattro stagioni nella Lega prima di sparire nel dimenticatoio. Alla numero due ecco Victor Oladipo per i Magic. Che si tratti di ben altro rispetto a Bennett è chiaro fin da subito, ma Orlando già nell’estate del 2016 se ne libera senza troppi rimpianti, spedendolo ai Thunder nel pacchetto che vale Serge Ibaka.
Poco più di un anno dopo Oklahoma City lo usa come pezzo pregiato per arrivare a Paul George. I Pacers, pur avendo ormai da tempo capito che la propria stella avrebbe lasciato Indianapolis, non sembrano particolarmente esaltati per l’arrivo di un giocatore dalle potenzialità apparentemente enormi, ma mai realmente esploso. Se, però, ad oggi la franchigia è la terza forza di una combattuta Eastern Conference, il merito è principalmente di Oladipo.

MOST IMPROVED PLAYER

Uno dei premi meno conosciuti, ma senz’altro più ambiti tra i giocatori oltreoceano è quello del Most Improved Player of the Year. Da Tracy McGrady allo stesso George che lo ha preceduto a Indiana: sono tante le stelle che hanno conquistato il titolo di giocatore più migliorato dell’anno, dal 1985/86 a oggi. Il primo e principale indizio verso il premio è rappresentato dalla cresciuta esponenziale nelle statistiche individuali. E il numero 4 in questa regular season sta spiccando il volo, con career-high in ogni dove: 23.6 punti, un’esplosione rispetto ai 17.9 del secondo anno nella Lega, precedente massimo in carriera, 5.3 rimbalzi, 4.3 assist e 2.2 palle rubate di media. Senza dimenticare le prestazioni al tiro, ancora da career-high tanto dal campo (47.2%) quanto da oltre l’arco (36.9%). Numeri da protagonista, numeri da All-Star, quale Oladipo è stato, non a caso, allo Staples Center lo scorso 18 febbraio. Non si tratta, però, soltanto di numeri grezzi, ma di un miglioramento complessivo e costante, che lo ha reso un giocatore completo e decisivo, oltre che una minaccia costante anche da tre punti, oltre che in penetrazione. Allo sconfinato atletismo si è aggiunta una nuova consapevolezza, quella di poter essere il leader di una franchigia che, almeno nella teoria di inizio stagione, avrebbe dovuto semplicemente puntare a una lenta ricostruzione.

AI PLAYOFF DA PROTAGONISTA

E i Pacers, dall’alto di 40 vittorie in 68 partite giocate, alle spalle soltanto degli indiavolati Raptors e degli ottimi Celtics, vogliono mantenere il gradino più basso del podio a Est per assicurarsi un primo di turno di playoff alla portata. E lo straordinario impatto dato loro da Oladipo in entrambe le fasi del gioco li ha resi una squadra temibile sotto ogni punto di vista. L’ex Magic, oltre a un premio di Most Improved Player ormai praticamente in tasca, può ambire anche a far parte dell’All-Defensive Team, il primo quintetto nella Lega quando si tratta di difendere. E non soltanto per le 2.2 palle rubate a partita, ma per un timing perfetto e di qualità incredibili anche quando non si tratta di attaccare. Il suo net rating, che parla di +7.7 punti ogni 100 possessi, lo rende l’ottavo miglior giocatore della Lega con almeno 30 minuti di media e 50 partite giocate in stagione, alle spalle soltanto Joel Embiid dei Sixers quando si tratta di Eastern Conference.
Oladipo sta finalmente dimostrando che quella seconda scelta al Draft 2013 andava valutata e considerata con ben altra importanza, soprattutto dai Magic. Con i Pacers sulle spalle, non resta che vivere dei playoff da protagonista. Poi nessun altro si potrà più dimenticare di lui.

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