Torneo NCAA 2018: Virginia e Villanova favorite, occhio a Duke e Michigan State

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Final Four NCAA @ San Antonio © 2018 twitter.com/FinalFour

E’ March Madness e finalmente si parla solo di basket e di Torneo NCAA 2018! Accantoniamo i discorsi futuri sul Draft NBA, sugli scandali che hanno coinvolto Louisville, le presunte “mazzette” per avere talenti passati e presenti, e le indagini dell’FBI. Ora conta il campo, le partite, la passione, i pronostici, gli upset e i bracket: tutti ingredienti per la straordinaria corsa verso il gran ballo di San Antonio visto che le Final Four si giocheranno all’Alamodome dal 31 marzo al 2 aprile.

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Le favorite per la corsa al titolo sono diverse dopo una stagione sulle montagne russe con poche certezze e tanti ribaltoni: Virginia e Villanova sembrano le più probabili finaliste, le più solide e continue, ma nel torneo tutto può succedere e l’upset è sempre dietro l’angolo. Riflettori anche sulle solite Duke, Michigan State, Kansas, sui campioni in carica di North Carolina, su Gonzaga, mentre un occhio andrà dato anche alle squadre con intriganti prospetti NBA come la Arizona di DeAndre Ayton, probabile numero 1 al prossimo Draft, la Texas di Mo Bamba, la Oklahoma di Trae Young, la Missouri di Michael Porter Jr., la Alabama di Collin Sexton e la Kentucky dei vari Knox, Gilgeous-Alexander e Washington.

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Ci sono anche due ragazzi italiani al torneo, anzi, tre: sul campo Davide Moretti, freshman di Texas Tech, formazione che ha fatto una grande annata in Big 12, e Nicola Akele, esterno di Rhode Island; in panchina Riccardo “Rick” Fois, uno degli assistenti di Mark Few sulla panchina degli Zags di Gonzaga.

EAST REGION

Difficile non immaginare Villanova fino a San Antonio. I Wildcats di Jay Wright, campioni nel 2016, hanno dominato la Big East e hanno un roster solido e profondo guidato dal regista Jalen Brunson e dall’esterno Mikael Bridges, 3&D che andrà nelle prime 10 del Draft (una sorta di Paul George per qualcuno). Il tabellone offre delle insidie, ma nulla di impossibile per ‘Nova: al secondo turno potrebbe esserci Alabama allenata da Avery Johnson e col leader Collin Sexton, successivamente può dar fastidio una West Virginia, con la sua difesa asfisiante, mentre nella parte bassa del Regional ci sono Purdue, la Texas Tech di Moretti e Keenan Evans, Florida e, se supera la First Four, UCLA, che potrebbe essere un dark horse insidioso, col talento di Aaron Holiday e Jaylen Hands.

Alla Final Four: Villanova

MIDWEST REGION

E’ probabilmente la parte di tabellone più tosta ed equilibrata. La #1 è Kansas, i Jayhawks hanno le carte in regola per arrivare in fondo, con un leader come Devonte Graham e un coach come Bill Self, però sono cortissimi e gli unici lunghi veri, Azubuike e Lightfoot, sono spesso infortunati: già Seton Hall al secondo turno può fare il colpaccio, occhio anche a Auburn. Nella parte bassa è un rebus ma tutto porta ad una Sweet 16 tra Duke e Michigan State: i Blue Devils sono la squadra con più talento in assoluto e con due Lottery Picks come i lunghi Marvin Bagley III e Wendell Carter, ma dipendono molto dalle lune di Grayson Allen e al secondo turno avranno o la Rhode Island di Nicola Akele o la Oklahoma di Trae Young, squadra in caduta libera ma che può trovare il colpo di coda; gli Spartans sono solidi e lunghi, hanno un santone in panchina come Tom Izzo due stelle da NBA come Miles Bridges e, soprattutto, Jaren Jackson Jr., e sulla carta sono i più seri candidati ad andare a San Antonio.

Alla Final Four: Michigan State

SOUTH REGION

Riflettori ovviamente su Virginia, formazione costruita a immagine e somiglianza del suo coach, Tony Bennett, che fa della difesa un must e che ha chiuso una stagione con sole 2 sconfitte (una in overtime) e il #1 overall praticamente senza vere stelle ma con giocatori adatti al sistema come Guy, Hall e Hunter. Sono gli ovvi favoriti per andare all’Alamodome anche se alle Sweet 16, a meno di sorprese, troveranno la vincente dello scontro tra Arizona e Kentucky, un match con tantissimo talento da NBA in campo, su tutti Ayton e Gilgeous-Alexander. Le due squadre arrivano senza particolare pressione e hanno tutto per provare a far saltare il banco. Nella parte bassa Cincinnati e Tennessee si giocheranno l’accesso alla Elite 8, difficile pensare che faccia strada Texas, nonostante la bravura di Shaka Smart e il talento in campo dello pterodattilo Mo Bamba.

Alla Final Four: Virginia

WEST REGION

Xavier è la più debole delle quattro #1: i Musketeers hanno chiuso con lo stesso record di Villanova, 27-4, hanno giocatori importanti come Bluiett e Macura, ma hanno chiuso in calando, perdendo la semifinale della Big East contro Providence. Inoltre il cammino non è semplice perchè al secondo turno potrebbero trovare la Missouri del talentone Michael Porter Jr. e alle Sweet 16 una tra Ohio State – col prospetto Keita Bates-Diop ma che sfiderà subito l’insidiosa South Dakota State di Mike Daum – e Gonzaga, solida e oliata, con elementi importanti come Perkins e i lunghi Tillie e Jonathan Williams. Nella parte bassa North Carolina, campione in carica, ha tutto per tornare alle Final Four, partendo da coach Roy Williams e arrivando agli esperti Luke Maye e Joel Berry. Michigan, col centro tedesco Wagner, può impensierire, ma i Tar Heels, così come Gonzaga, hanno quel mix di talento ed esperienza che di solito al torneo paga grossi dividendi.

Alla Final Four: North Carolina

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