Spurs, Lakers, Celtics o 76ers: quale futuro per Kawhi Leonard?

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Kawhi Leonard – © 2017 Kelvin Kuo-USA TODAY Sports

È stata una stagione non comune per i San Antonio Spurs che dopo una vita non hanno centrato il traguardo delle 50 vittorie e soprattutto per la prima volta hanno visto la loro integrità incrinarsi. Il motivo ha un nome e un cognome: Kawhi Leonard! La stella ex San Diego State ha giocato soltanto 9 partite in tutto l’anno per un infortunio muscolare alla gamba risalente alla passata stagione e, nonostante più di un via libera dei medici per tornare sul parquet, il californiano non è mai più sceso in campo.

Inevitabile la fuoriuscita di voci e gossip, di una sua presunta rottura con l’ambiente, del suo possibile desiderio di cambiare aria, di uno scontro tra la franchigia e il suo staff con lo zio in testa, di meeting tra giocatori per pregarlo di tornare sul parquet. Tra poco si arriverà al dunque di questa situazione e tra le opzioni c’è anche un suo addio al Texas. Ecco i possibili scenari.

Restare agli Spurs

Questa stagione disgraziata ha indubbiamente incrinato l’immagine di Leonard e degli Spurs, ma è tutt’altro che certo che Kawhi vada via. A San Antonio è stato trasformato da interessante prospetto a candidato MVP, è diventato una superstar sui due lati del campo, è il volto della franchigia e l’erede di Tim Duncan, ha il “profilo Spurs” per eccellenza, tutto si incastra alla perfezione. Ovvio che c’è un rapporto da risistemare e bisognerà pensare ad un contratto che prevede la player option nel 2019 (l’anno prossimo guadagnerà 20 milioni).

Cambiare aria

Difficile ma non impossibile. Già da un paio di mesi vari cronisti come Wojnarowski, Windhorst e Lowe di ESPN hanno parlato di movimenti intorno al nome di Leonard e di possibili approcci da parte di altre franchigie andando verso il Draft di fine giugno. Tanti i fattori da valutare, a partire dalla free agency del 2019 e del reale stato fisico di Leonard dopo un anno fermo. In caso di trade, il ragazzo andrebbe di corsa ai Lakers, lui che è californiano; viceversa Popovich e gli Spurs preferirebbero mandarlo a Est e non a rivali dell’Ovest o franchigie, come appunto i Lakers, con risorse e tradizione.

Los Angeles Lakers

Agli Spurs: Brandon Ingram, Josh Hart, Kyle Kuzma, 2019 first-round pick

Con una mossa del genere i Lakers darebbero un’accelerata al rebuilding e attirerebbero certamente LeBron James e Paul George nella free agency, anche se a costo di perdere due talenti di enorme potenziale come Ingram e Kuzma. Viceversa per San Antonio sarebbe una bella iniezione di benzina verde per ripartire con due prospetti di sicuro valore e che a San Antonio potrebbero svoltare.

Phoenix Suns

Agli Spurs: Josh Jackson, Dragan Bender, Jared Dudley, Miami’s 2018 first-round pick

A San Antonio non andrebbe malaccio visto che non rinforzerebbe una diretta rivale e in cambio avrebbe due talenti giovani e interessanti, soprattutto Jackson che ha deluso nella stagione da rookie ma ha enormi potenzialità e per certi aspetti ricorda un pochino l’ex San Diego State. Kawhi invece potrebbe andare a comporre un bel duo con Devin Booker (più la prima scelta al Draft 2018) e rendere i Suns molto intriganti, anche se la destinazione non è delle più attraenti.

Boston Celtics

Agli Spurs: Marcus Morris, Terry Rozier, Jayson Tatum, Daniel Theis, 2019 top-eight protected first-round pick (from Boston, via Memphis)

Come nella trade per Irving, i Celtics hanno tanti assets a disposizione per provarci, se davvero lo vogliono! Chiaro per arrivare a Kawhi, e avendo già Kyrie e Gordon Hayward, bisogna sacrificare delle pedine come Morris e Rozier, e un talento giovane, Jayson Tatum e Jaylen Brown. Non entrambi ma uno dei due, e probabilmente Tatum è quello che faticherebbe di più nel restare a Boston vista la necessità di creare con la palla in mano. In Texas sarebbe la pietra angolare della rinascita.

Milwaukee Bucks

Agli Spurs: Malcolm Brogdon, Thon Maker, Khris Middleton, 2019 first-round pick

I Bucks così hanno dimostrato di poter arrivare fino ad un certo: per andare oltre serve affiancare a Giannis un altro All Star e Kawhi Leonard potrebbe essere l’ideale. Certo, Milwaukee dovrebbe rinunciare a giocatori importanti ma per l’ex San Diego State il sacrificio sembra valere. In cambio San Antonio avrebbe una pattuglia di ottimi giocatori da cui ripartire ed essere competitivi da subito: chiaro che nessuno tra Brogdon, Maker e Middleton è una superstar, però agli Spurs sanno come inserire e far rendere al meglio i giocatori.

Philadelphia 76ers

Agli Spurs: Jerryd Bayless, Markelle Fultz, Timothe Luwawu-Cabarrot, Dario Saric, 2018 first-round pick (from Philly, via Lakers)

Dulcis in fundo la prospettiva 76ers… Da zimbello della Lega a possibile contender in un anno, con l’innesto di Ben Simmons e la crescita esponenziale di Embiid. Phila sarebbe una situazione gradita probabilmente da tutte le parti, per la presenza di Brett Brown, ex assistente di Popovich agli Spurs, “uno di famiglia” in pratica, e perchè i 76ers stanno costruendo un sistema che funziona, organizzato ed eccellente. L’innesto di Kawhi li proietterebbe in vetta all’Est mentre gli Spurs ripartirebbero da due talenti come Dario Saric, sulla carta perfetto per il gioco di Pop, e Fultz, sfortunato nella sua annata da rookie ma con qualità certe.

1 commento

  1. Vedo difficile che possa andare via sinceramente, ma nel caso se fossi Boston non cederei Tatum, se fossi Phila invece cederei tranquillamente Fultz e Saric per avere un All-Star e puntare da subito a guidare l’Est.

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