Il Real Madrid e Doncic sul tetto d’Europa

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Il Real Madrid conquista la decima, il Fenerbahce abdica, Luka Doncic si prende titoli e riflettori. L’Euroleague ha avuto il suo atto finale in una cornice particolare, in una Belgrado che ha dimostrato maturità e grandissima passione. Alla fine, il Madrid trionfa 85-80 contro ogni pronostico, rivelando una condizione che è mancata per la maggior parte della stagione, ma che è arrivata proprio nel momento più importante.

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La compagine di coach Pablo Laso ha faticato molto il regular season, incappando in sei sconfitte di fila tra novembre e dicembre, prima di ritrovare fiducia e gioco. Il rientro di Llull e l’arrivo di Tavares hanno contribuito a rendere il Madrid una squadra profonda e pericolosa.
In finale il Real Madrid ha faticato ad entrare in partita, un po’ come successo nella semifinale contro il CSKA Mosca (con un primo quarto da incubo chiuso con 30 punti subiti), chiudendo in rimonta il primo tempo; nel terzo periodo gli spagnoli sono saliti di giri, risultando letali dall’arco e difendendo forte, creando un break di 10 punti che è risultato difficile, anzi impossibile, da recuperare per il Fener. Nell’ultimo quarto i Blancos sono stati bravi a tenere il vantaggio, gestendo sempre le folate dei turchi con tranquillità, fino al finale in cui le triple di Melli e Dixon avevano riportato la distanza nel punteggio a soli 3 punti.
Fabien Caseur, out nelle F4 di due anni fa con la maglia del Baskonia, gioca una partita perfetta chiusa con 17 punti ed è il grandissimo protagonista per i Blancos che hanno un Llull negativo e condizionato dai falli, mentre Edy Tavares con i suoi 220 cm risulta a sorpresa un fattore nel pitturato.

Il Fenerbahce rimane in scia fino alla fine grazie alla prestazione incredibile di Nicolò Melli, autore di 28 punti e go-to-guy dei turchi per gran parte dei minuti in cui è stato in campo. Nick è stato bravissimo a farsi trovare pronto fin da subito, crivellando la retina degli spagnoli sia da tre punti con un 4/6 che da due con un 7/10.
Coach Obradovic ha molto da recriminare perché il back-to-back era davvero vicino: i turchi pagano la pessima serata di Jan Vesely completamente avulso dalla partita, e le scarse percentuali delle guardie con Datome autore solo di 6 punti e Sloukas di 7. Manca anche l’apporto di Bobby Dixon che invece era stato il protagonista assoluto nella semifinale contro lo Zalgiris con 18 punti in 15 minuti capaci di cambiare l’inerzia negli ultimi 5 minuti in favore dei turchi.

In casa Madrid i riflettori sono per il doppio MVP di Luka Doncic. Il golden boy ottiene le preferenze dei GM, coach e fans, diventando, a diciannove anni, il più giovane di sempre a vincere il prestigioso riconoscimento di miglior giocatore della stagione regolare, superando i 23 anni di Teodosic. Ventiquattro ore dopo si è preso anche il titolo di MVP delle Final Four con una prestazione di maturità assoluta: 15 punti con 3/8 dal campo e 8/10 i liberi oltre a 4 assist e 3 rimbalzi. L’ultimo a conquistare una doppietta era stato un certo Dimitris Diamantidis nel 2011.
È probabilmente il regalo di addio di un ragazzo che è pronto a sbarcare in NBA, e forse anche dalla porta principale.
E mentre a Belgrado si consuma la festa blanca, coach Laso sa che una rivoluzione è alle porte.

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