Il ritorno ai playoff non basta: da Butler a Leonard, l’offseason dei Timberwolves

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Karl-Anthony Towns – © 2017 twitter.com/Timberwolves

Era dal 2004 che a Minneapolis non si festeggiava la qualificazione ai playoff. In 14 lunghissimi anni si è consumata una delle più lunghe assenze dalla postseason che la NBA abbia conosciuto. Eppure, il 4-1 contro i Rockets, che ha cancellato in appena cinque partite un sogno lungo quasi tre lustri, ha dimostrato che i Timberwolves non sono ancora, nemmeno lontanamente, al livello di Houston, come a quello delle migliori squadre della Lega. Ciò che serve è una trade estiva che possa garantire a coach Tim Thibodeau una terza stella al fianco di Jimmy Butler e Karl Anthony-Towns, con Andrew Wiggins primo indiziato a fare le valigie in tal scenario. Offseason importante per Minnesota, per questo e tanti altri validi motivi.

LA SITUAZIONE A ROSTER

Il contratto di Butler garantisce tranquillità in vista della prossima stagione, ma attenzione a rimandare troppo il rinnovo. A 29 anni, l’ex Bulls gradirà allungare l’accordo prima della scadenza per mettersi in tasca l’ultimo grande malloppo in carriera. Si dovesse arrivare alla player option del 2019/20, probabile che finisca per accasarsi altrove, nonostante Minnesota, insieme a Thibodeau, resti lo scenario di crescita migliore per lui al momento. Attenzione anche alla strategia per Towns, restricted free agent tra un anno e in attesa di un rinnovo che vada almeno a triplicare i quasi 8 milioni di dollari previsti per il prossimo anno. Di Wiggins diremo a breve. I quasi 35 milioni da versare tra Jeff Teague e Gorgui Dieng hanno tutta l’aria di essere troppi, soprattutto se si considerano i soli 6.6 milioni di dollari rimasti prima di sforare i 123 milioni della luxury tax. La quadratura data alla squadra in fase difensiva da Taj Gibson val bene 14 milioni di dollari per un’ulteriore stagione, mentre Nemanja Bjelica è unrestricted free agent e va confermato o sostituito a dovere. Nota positiva il fatto che si possano guadagnare quasi 7 milioni lasciando partire Cole Aldrich.

CONFERME E NOVITA’

Detto di Bjelica, altri due free agent in estate sono Aaron Brooks e Derrick Rose. In particolare per quest’ultimo la scelta è delicata, ma i 14.2 punti di media nelle cinque partite contro Houston in postseason possono valere un rinnovo annuale per la prossima stagione. Jamal Crawford potrebbe lasciare la ciurma dopo un anno tra alti e bassi, forse in vista di un prossimo ritiro. Tutti questi elementi, in caso di partenza, vanno sostituiti a dovere, per non lasciare vuoti evidenti in panchina. Soprattutto, però, i Timberwolves devono dare la caccia a una stella di prim’ordine, a costo di rinunciare a speranze e sogni legati al nome di Wiggins. I 154 milioni di dollari garantiti a contratto alla prima scelta assoluta del Draft 2014 sono un’enormità di fronte ai miseri segnali di crescita mostrati in quest’ultima, deludente stagione. Inserirlo in una trade per arrivare a Kyle Lowry dei Raptors o, soprattutto, a Kawhi Leonard, in rotta di collisione con gli Spurs, potrebbe portare Minnesota al salto di qualità definitivo. Un maestro degli schemi difensivi come Thibodeau sarebbe entusiasta di averlo in squadra e Leonard potrebbe trasformarli finalmente in un team da titolo. Se poi, con la 20esima scelta assoluta al Draft, dovesse arrivare una perla nascosta, toccherà mettersi sull’attenti.

I Timberwolves hanno più fame di tutti in NBA e presto i playoff potrebbero non bastare più.

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