Venezia è prima, Capo d’Orlando retrocede in A2: ecco tutti i verdetti

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Capo d’Orlando retrocessa in A2 © twitter.com/LegaBasketA

Cala il sipario su un’altra regular season di Serie A, una delle più incerte e combattute degli ultimi anni. Ma partiamo dai premi individuali per la stagione 2017/18, assegnati alla vigilia dell’ultimo turno di campionato.

L’MVP della regular season è, con merito, Jason Rich di Avellino (tra l’altro anche miglior realizzatore del campionato), il quale ha avuto la meglio su Burns di Cantù e Okoye di Varese. Il miglior allenatore invece è Attilio Caja di Varese, autore di un autentico capolavoro quest’anno alla guida dei bianco-rossi. Il tecnico lombardo è stato preferito ad Andrea Diana di Brescia e Marco Sodini di Cantù. Il premio di miglior dirigente è andato al presidente e direttore sportivo di Venezia, Federico Casarin, a capo di un progetto che ha portato la città della laguna ai vertici della pallacanestro italiana nel giro di pochi anni. Casarin ha preceduto Sandro Santoro, g.m. di Brescia, e Claudio Coldebella, d.g. di Varese. Infine miglior under 22 è stato nominato, per la terza volta consecutiva, Diego Flaccadori di Trento, precedendo Candi di Reggio Emilia e Pajola di Bologna.

Prima delle partite di ieri sera, tutto era ancora in discussione: dal primo all’ultimo posto, passando dai playoff. Ora che tutti i verdetti sono stati emessi, possiamo dire che non sono mancate le sorprese.

Partendo dall’alto, i campioni in carica di Venezia si aggiudicano lo scontro diretto per il primato contro Milano, in un match che sapeva tantissimo di finale scudetto. Per l’ennesima stagione, Milano chiude la regular season con molte ombre e poche luci, considerando che a settembre si prevedeva un dominio assoluto dell’Olimpia. Ma Venezia ormai deve essere considerata a pieno titolo all’altezza dei milanesi, anche in considerazione del fatto che è riuscita ad avere la meglio in entrambi gli scontri diretti quest’anno. Chi credeva che l’impresa della scorsa stagione della Reyer sarebbe stata irripetibile, è meglio che cominci a ricredersi.

Scendendo un po’ in classifica troviamo il trio lombardo che nessuno si aspettava ai playoff: Varese, Cantù e Cremona. Sono già state spese tantissime belle parole per queste formazioni e i loro coach durante la stagione, e i playoff sembrano essere la giusta ricompensa per il grande lavoro svolto.

Se da una parte c’è chi si gode un traguardo inaspettato, dall’altra c’è chi si rammarica per aver fallito un obiettivo che, ad un certo punto della stagione, sembrava ampiamente alla portata. Dopo Torino (già fuori dalla corsa playoff prima dell’ultimo turno), anche Bologna e Sassari hanno dovuto dire addio alla post season: la Virtus perdendo in casa di una Reggio Emilia senza ormai alcuna speranza di poter cambiare le sorti della sua stagione, ma che ha onorato fino all’ultimo il suo campionato; Sassari pur battendo Pesaro, non è riuscita a rientrare tra le prime otto a causa della contemporanea vittoria di Cremona su Capo d’Orlando. Infatti a parità di punti tra Cremona, Bologna e Sassari, la classifica avulsa ha premiato gli uomini di coach Sacchetti, avvantaggiati dagli scontri diretti.

In fondo alla classifica, l’ultimo, e più doloroso, verdetto riguarda Capo d’Orlando. Gli uomini di coach Di Carlo non sono riusciti nell’impresa di espugnare il PalaRadi di Cremona e si sono così condannati alla retrocessione. La sfortuna che ha caratterizzato l’intera stagione dei siciliani si confermata anche all’ultima giornata, con l’infortunio di Knox, che gli ha impedito di scendere in campo. E pensare che la stagione era cominciata con la prima storica partecipazione della formazione bianco-blu ad una competizione internazionale. Poi, una serie di episodi negativi ne hanno caratterizzato il cammino, fino ad arrivare ad un finale di stagione in cui la lotta a distanza con Pesaro è stata serratissima: tra sorpassi e contro sorpassi alla fine l’hanno spuntata i marchigiani. Ora all’Orlandina non resta che rimettersi al lavoro per progettare una stagione di pronto ritorno nel massimo campionato, perché la pallacanestro italiana ha bisogno di una piazza calda e competente come Capo d’Orlando in Serie A.

Ora testa ai playoff. Sabato già si ricomincia con le prime partite delle serie.

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