Wall chiede cambiamenti. Gli Wizards lo accontenteranno?

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John Wall © AP Photo/Tony Gutierrez

Grandi cambiamenti nella franchigia della Capitale degli Stati Uniti. O almeno è quello che auspica il leader degli Washington Wizards, John Wall. L’uscita al primo turno dei playoff contro i Toronto Raptors e la stagione altamente negativa chiusa con l’ottava posizione nella Eastern Conference mettono di fronte ad un bivio importante la dirigenza. Il gruppo che l’anno scorso si era dimostrato solido e prometteva un’annata in crescita, in realtà, ha profondamente deluso.
Ma cosa cambiare per far alzare il livello della squadra?

La voce di John Wall

Intervistato da Espn l’All-Star non ha usato mezzi termini per dirsi deluso dalla stagione e dalla dirigenza, rea di non aver operato sul mercato per migliorare il roster. Miglioramenti che il giocatore spera arriveranno questa estate: “I giocatori scontenti dovranno andare in altre squadre. Dobbiamo aggiungere un sacco di cose. Non penso di dover dire in quali posizioni specificamente. Quando continui a provare, a provare e a provare ancora e le cose continuano a non funzionare, devi fare alcuni cambiamenti per migliorare la situazione.“
Parole decise da parte di un leader che oltre che dal punto di vista tecnico lo dovrà dimostrare anche per quel che riguarda comportamenti e atteggiamenti.

Chi parte e chi resta?

On the block pare esserci sicuramente Marcin Gortat che avrebbe espresso la volontà di giocare altrove e che è una delle poche pedine utilizzabili dalla società per imbastire una trade di un certo tipo (contratto da 15 milioni in scadenza nell’estate 2019). Il polacco ha giocato buone stagioni ma è evidentemente in calo (34 anni si fanno sentire) e soprattutto non è quel rim protector che serve agli Wizards, pur restando uno dei migliori lunghi per giocare il pick ‘n roll (ma senza un tiro perimetrale affidabile).

Otto Porter e Kelly Oubre sono due giovani che potrebbero interessare a qualche squadra, soprattutto Porter che anche quest’anno è migliorato diventando ormai uno dei migliori 3&D della Lega, ma che è titolare anche di un contratto lungo e pesante (l’estate scorsa ha firmato un quadriennale da 106,5 milioni) e quindi non così facile da piazzare.

Markieff Morris, altro giocatore con la valigia, ha dichiarato di voler chiudere la carriera nella capitale. La sua stagione da 11.5 punti, 5.6 rimbalzi ed il 37% da 3 e soprattutto il suo ultimo anno di contratto a soli 8.6 milioni di dollari, però, potrebbe convincere Washington a tenerlo, visto il bisogno sempre crescente nel basket moderno di lunghi perimetrali.

In quale modo rinforzarsi?

La domanda più difficile per qualsiasi GM: chi prendere per migliorare un roster senza alterare la chimica? I Wizards cercheranno sicuramente un lungo per sostituire Gortat: DeMarcus Cousins sarà free agent ma torna da un infortunio gravissimo e per caratteristiche non sembra essere adatto al gioco che vogliono fare a Washington (o forse che vuole Wall) basato sulla corsa e la transizione. Hassan Whiteside è l’altro nome che circola dopo gli screzi fatti trapelare nelle ultime partite di playoff, ma è simile a DMC per caratteristiche e con un contratto pesante (e reduce da playoff pessimi). Il mercato poi non regala molto altro ad alto livello, e la franchigia rischia di doversi “accontentare” di qualche nome di seconda fascia (che non è detto sia però meno performante).

La panchina poi è l’altro punto dolente su cui lavorare: Mahinmi è un altro lungo poco incisivo, Scott ha giocato anche da 5 atipico nei playoff ma rimane piuttosto discontinuo, Oubre non ha portato a termine la crescita che ci si aspettava, Meeks che avrebbe potuto essere pericoloso dall’arco è stato sospeso per aver violato le norme antidroga, mentre Satoransky porta energia e difesa ma poco altro.

Cosa fare quindi?

La dirigenza dovrà, se vorrà provare a cambiare rotta, prendere delle decisioni importanti e difficili, cedendo Gortat e magari uno tra Porter e Beal, o anche tutti e due.
Beal infatti anche quest’anno ha messo insieme ottimi numeri, ha giocato da leader quando Wall era infortunato, ma non ha mai dato la sensazione di essere un secondo violino così affidabile per una squadra che vuole puntare al titolo della Eastern Conference.
La sua sarebbe una cessione davvero difficile da fare, ma forse necessaria per avere in cambio qualche giocatore in grado di affiancare Wall e dare qualità ad un roster piuttosto povero, anche per l’opaca Eastern Conference.

Le alternative come detto sono poche vista la pesantezza dei contratti attivi: Wall è appena stato blindato con un quinquennale da 188 milioni così come Porter, Beal ha altri 3 anni di contratto a 27 milioni annui, mentre Mahinmi pesa sul salary per 31 mln nelle prossime due stagioni. Se si vorrà confermare Morris, poi, bisognerà fare altre scelte.
Insomma non uno scenario facile e una situazione dove non è facile mettere le mani per migliorare, senza prima buttare giù tutto (o quasi) e ricostruire.

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