LeBron James e The Decision 3.0: Lakers, Rockets, 76ers o chi altro?

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Nemmeno l’attimo di riporre nel cassetto ricordi ed emozioni che hanno accompagnato l’ennesima trionfante cavalcata dei Golden State Warriors, che è già il momento di rituffarsi a capofitto nella preparazione alla stagione 2018/2019. E’ proprio la voglia di colmare il gap, di spezzare la dittatura che i ragazzi della Baia hanno imposto alla NBA da quattro anni a questa parte, a spingere squadre e giocatori a tatticismi e strategie di pianificazione dell’avvenire. E’ ciò che in questo momento passa nella testa di LeBron James, consapevole di aver disputato un’annata forse irripetibile ma conclusa senza aver potuto indossare il suo quarto anello al dito, che, alla soglia dei 34 anni, inizia a rappresentare un’ossessione. La prossima Free Agency, definita oltreoceano “The Bron Summer”, è per lui un treno da non lasciarsi sfuggire. 
Da diversi mesi a questa parte, infatti, continuano a susseguirsi rumors sulle sue prossime eventuali destinazioni e sugli equilibri di una Lega che, quando The King decide di muoversi, vengono fortemente rivoluzionati.
E’ quindi tempo di una nuova “Decision”: quale canotta vestirà LeBron James dal prossimo ottobre?

CLEVELAND CAVALIERS

Rumors ed indiscrezioni a parte, è impossibile escludere a priori una conferma nell’attuale team, per il quale comunque non eserciterà la player option prevista nel suo attuale contratto. Destinazione, questa, che, ad oggi appare però piuttosto improbabile data la poca competitività di un roster che, Lebron a parte, farebbe fatica a qualificarsi per la post-season e che, oltretutto, è quasi impossibile migliorare, causa uno spazio salariale a dir poco inesistente. Solo due stagioni fa, tra l’altro, James ha portato il Larry O’Brien Trophy, per la prima volta nella storia, nella sua città, tra la sua gente, centrando un obiettivo, anzi un obbligo morale, che lo legava alla sua comunità di appartenenza.

HOUSTON ROCKETS

Qualora se ne rivelasse l’opportunità concreta, Houston sarebbe una scelta a dir poco scontata per restare altamente competitivi fin da subito. I Rockets, infatti, sono stati ad un passo dalla vittoria contro Golden State nelle appena concluse Finali di Conference, e l’aggiunta al roster del più forte giocatore del pianeta renderebbe il gap con i californiani quantomeno totalmente colmato, se non anche superato. Di contro, però, c’è la difficoltà per la franchigia texana di confermare l’asse portante su cui si è retto il team, vale a dire gli onerosi rinnovi per Chris Paul, Clint Capela e Trevor Ariza, impossibili in aggiunta all’eventuale acquisizione di LBJ. Due le strade percorribili: liberarsi del contratto biennale da 40 milioni di Ryan Anderson, oppure una Sign-and-trade sacrificando, però, gran parte della batteria di tiratori a disposizione di Mike D’Antoni.

LOS ANGELES LAKERS

Ottimo l’operato svolto dalla coppia Magic Johnson – Rob Pelinka, presenti alla Free Agency con il salary cap più basso della Lega; è giunto, pertanto, il momento di dare l’assalto ai pezzi pregiati della stessa, sperando di riportare i gialloviola ai vertici di quella Lega che, più di chiunque altra franchigia, rappresentano. A disposizione un nucleo di giovani di talento e prospettiva e, oltre all’eventuale aggiunta di LeBron James, la concreta possibilità di acquisire un’altra super-star (Cousins e George su tutti). Indescrivibile il risvolto mediatico che trascinerebbe con sé l’arrivo di LeBron nella città degli Angeli, a dar man forte a questa indiscrezione c’è l’iscrizione del figlio alla Sierra Canyon School di Los Angeles.

PHILADELPHIA 76ERS

E’ l’opzione che più intriga, il completamento definitivo di “The Process”: LeBron James a fare da chioccia a due potenziali fenomeni, del calibro di Joel Embiid e Ben Simmons, e ad un roster complessivamente giovane ma di grande qualità. Non solo, la destinazione Philadelphia permetterebbe a James di restare nell’alveo della Eastern Conference, correndo, quindi, il rischio di affrontare i temibili Warriors solo in una nuova eventuale serie di Finals, a patto, però, di essere superiori a dei Boston Celtics in assoluta rampa di lancio. Di contro, però, c’è la volontà del giocatore di aggregarsi ad un roster fin da subito competitivo per il titolo, ma sopratutto l’incognita legata all’allontanamento dalla dirigenza Sixers di Bryan Colangelo, leader della franchigia e tra gli artefici del successo.

SAN ANTONIO SPURS

L’indiscrezione riportata da Marc Stein del NY Times è di quelle scottanti: Gregg Popovich è pronto a fare all-in pur di portare LeBron James ad Alamo City. Una scelta suggestiva ed affascinante quella di legarsi ad una franchigia storicamente importante e al coach più carismatico e competente dell’intero panorama NBA, che, tra l’altro, non ha mai nascosto l’assoluta ammirazione per il fuoriclasse di Akron. Oltretutto, la situazione salariale è assolutamente dalla loro parte, consentendo alla dirigenza nero-argento di offrire un massimo salariale sia a Kawhi Leonard che, eventualmente, allo stesso LBJ, puntando a formare un duo dalle potenzialità immense.

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