Mercato allenatori: tutti gli affari conclusi e le trattative in corso

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Rimane da assegnare ancora il trofeo più importante della stagione, eppure tante società hanno già cominciato a muoversi per programmare il futuro. Il primo passo, per molte, sarà la scelta del nuovo coach. Per la prossima stagione ci saranno tantissime novità in panchina, alcune già annunciate, altre ancora in fase evolutiva.

Aspettando il verdetto dei playoff di A2, solo metà delle squadre sembrano propense a confermare la guida tecnica per la stagione 2018/2019. Venezia, Milano, Brescia, Varese e Cremona, a meno di clamorose sorprese, continueranno a dare fiducia, rispettivamente, a De Raffaele, Pianigiani, Diana, Caja e Sacchetti (che comunque interessa a Torino).
A queste si aggiungono Brindisi, con Vitucci che ha accettato l’estensione contrattuale fino al 2020, e Pesaro, con Galli che si è guadagnato sul campo la conferma (resta da capire se assumerà il ruolo di head coach o di vice; nel secondo caso in cima alla lista ci sarebbe Ramondino di Casale Monferrato).

L’altra possibile conferma dovrebbe essere quella di Buscaglia sulla panchina di Trento, anche se, con la squadra impegnata nella finale scudetto, sarà difficile avere informazioni prima di un paio di settimane. Quel che è certo è che Buscaglia ha un altro anno di contratto con l’Aquila, con escape però in suo favore in estate. I rapporti tra la società e il coach sono ottimi, ma le sirene da Torino, Avellino e Virtus Bologna, oltre ad alcuni sondaggi da parte di team europei, potrebbero indurlo a pensarci bene.

Le due società che hanno già individuato il nuovo coach per la prossima stagione sono Sassari, con Enzo Esposito (quest’anno a Pistoia) che ha firmato un biennale, e Reggio Emilia, che ha promosso a capo allenatore l’ex vice di Menetti, Devis Cagnardi.

Ancora in fase esplorativa invece la situazione coach a Cantù e Pistoia, poiché la priorità per entrambe rimane quella di definire il budget, prima di intraprendere qualsiasi altra operazione. Il club brianzolo non è riuscito a trovare l’accordo con Sodini per il rinnovo del contratto, e si è messo alla ricerca di un nuovo capo allenatore, che sarà sempre affiancato da Bolshakov, uomo di fiducia del patron Gerasimenko. In pole position sembra essere Evgeny Pashutin. Dall’altra parte però la proprietà del club lombardo preferirebbe Max Menetti.
Per quanto riguarda la formazione toscana invece, dopo l’addio di Esposito e il nulla di fatto con Cavina che ha sposato l’ambizioso progetto di Udine in A2, rimangono in lizza Griccioli, Ramagli, Calvani e Dalmonte (che però è sotto contratto con Verona); infine, l’ultimo nome che si è aggiunto alla lista è proprio quello di Sodini.

Ma le panchine più calde sono quelle di Avellino, Bologna e Torino.

Partiamo da Avellino: il club irpino deve ancora decidere che tipo di squadra allestire per la prossima stagione; presa questa decisione, si potrà passare alla scelta del coach. Dato ormai per certo l’addio di Sacripanti, il favorito a prendere il suo posto è Menetti. Anche se, nel momento in cui si dovesse decidere di costruire una squadra di vertice, il sogno dell’ultim’ora è Luca Banchi, che è in balia delle scelte del Bamberg e che però ha tante altre proposte interessanti a livello internazionale; l’alternativa, anche se poco probabile, potrebbe essere Buscaglia. Se invece la scelta dovesse essere quella di puntare su un roster più giovane e futuribile, si farebbero più forti le candidature di Ramagli, Dalmonte e Capobianco (anche se per gli ultimi due ci sarebbero diverse questioni da sistemare). Non è da escludere del tutto nemmeno la possibilità del ritorno a casa del giovane coach Marco Ramondino, che tornerebbe lì dove era cominciata la sua carriera oltre 15 anni fa.

Passando alla situazione delle due deluse di questa stagione, Bologna e Torino, è chiaro che le società hanno in mente progetti ambiziosi e punteranno, nel giro di pochi anni, a diventare squadre di vertice in Italia e protagoniste in Europa. Dunque, la scelta del coach sarà fondamentale.

La Virtus Bologna è alla ricerca del sostituto di Ramagli, e intende puntare su un allenatore di comprovata esperienza internazionale. In cima alla lista dei desideri c’è Andrea Trinchieri, che ha finito anzitempo la sua stagione al Bamberg e sarebbe propenso a tornare in Italia con una squadra con un progetto ambizioso come la Virtus. Ma la possibilità di una chiamata da parte di un team di Eurolega (al momento l’unico interessamento concreto è quello del Darussafaka) sta facendo temporeggiare il coach ex Cantù. Nel momento in cui dovesse sfumare questa pista, le alternative sarebbero Sergio Scariolo o Sasha Djordjevic, entrambi però impegnati come allenatori nazionali (il primo con la Spagna, il secondo con la Serbia). Se l’italiano, a meno di una chiamata come assistant coach in NBA, si è detto disponibile ad interrompere il suo rapporto con la nazionale spagnola, il serbo ha dato solo disponibilità part-time, soluzione poco gradita alla dirigenza bianco-nera. In ultima analisi potrebbe essere preso in considerazione anche Menetti.

Discorso Torino: in attesa di definire l’entità della cifra del nuovo contratto di sponsorizzazione con FIAT, che comunque porterà ad un aumento del budget a disposizione, la società si sta muovendo alla ricerca del coach. Anche qui tutti nomi di prima fascia: da Scariolo a Sacripanti, passando per Buscaglia (per il quale Torino dovrebbe essere la prima scelta nel momento in cui dovesse decidere di lasciare Trento). Negli ultimi giorni, si era anche parlato della possibilità di confermare Galbiati come head coach, affiancandogli un allenatore esperto; in questo senso, Torino aveva fatto un sondaggio su Larry Brown (che ha all’attivo 1010 vittorie in NBA in 23 stagioni e un titolo conquistato con Detroit nel 2004), che però aveva chiesto di portarsi dietro il suo uomo di fiducia Dante Calabria, richiesta sulla quale la trattativa si è arenata. Più defilate le candidature di Ramagli e Ramondino.

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