NBA Finals: KD guida i Warriors sul 3-0, Titolo ad un passo

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Kevin Durant, Golden State Warriors – © 2017 NBAE (Photo by Noah Graham/NBAE via Getty Images)
Kevin Durant, Golden State Warriors – © 2017 NBAE (Photo by Noah Graham/NBAE via Getty Images)

Se non è Stephen Curry è Kevin Durant. Questa la forza dei Golden State Warriors che nella serata storta del suo leader (una delle peggiori negli ultimi anni di carriera probabilmente) e con dei Thompson e Green normali (10 punti ciascuno ma non tanto impatto), trova l’ennesima risorsa in quello che è probabilmente il miglior realizzatore dell’intera NBA attuale: KD35. Una vittoria per 110-102 che vale il 3-0 nella serie e di fatto l’ipoteca del Titolo NBA.

Durant, come fermarlo?

Questa deve essere stata la domanda che si è fatto Tyronn Lue e lo staff tecnico dei Cavaliers già dopo il primo quarto di gioco di gara 3. Perché se in gara 1 KD aveva quasi fatto dei danni all’attacco dei Warriors fermando la palla e permettendo un certo tipo di difesa avversaria, già in gara 2 aveva lasciato che la partita arrivasse a lui. In gara 3, quando ha capito che per Steph non era una gran serata (2 falli molto presto, piccolo problema che l’ha costretto negli spogliatoi, 1/10 da tre e 3/16 dal campo) si è caricato tutta Golden State sulle spalle, iniziando a segnare a raffica da lontano, da vicino, marcato da giocatori più alti, più bassi, con la mano in faccia. Tutto il repertorio ha mostrato, con delle piume lasciate andare dalle mani che hanno trovato solo la retina e hanno fatto più volte dire ai Cavs: “come lo fermiamo?

Con 43 punti, 10 rimbalzi, 7 assist, 15/23 dal campo, 6/9 da tre punti (compreso quello della staffa quasi identico a quello del 2017), +15 di plus/minus (il migliore dei suoi) Durant entra ancora di più nell’Olimpo del basket mondiale e si appresta a vincere il suo secondo titolo in carriera, e forse anche il secondo premio di MVP delle Finals.

Provarci, per i Cavs, non basta

Cleveland ci ha provato. C’è poco da dire. Dopo una gara 1 preparata bene e giocata meglio, persa al supplementare, tutti si aspettavano un crollo verticale. In gara 2 invece i Cavs hanno tenuto botta fino al terzo quarto mentre in questa gara 3, davanti al proprio pubblico, ci hanno provato a rientrare nella serie. LeBron James sapeva sarebbe stata la loro occasione (forse l’unica) per riportarsi sotto nel punteggio e giocarsi poi tutto nella prossima partita alla Quicken Loans Arena. La tripla-doppia del Re da 33 punti, 10 rimbalzi, 11 assist (decima in carriera, massimo nella storia dei playoff NBA) con 13/28 al tiro però non è bastata, nonostante l’aiuto da parte di qualche compagno oggi fosse arrivato.

Kevin Love con 20 punti e 13 rimbalzi ha mostrato un’agonismo che spesso non si era visto, Tristan Thompson ha fatto il suo soprattutto nella metà campo difensiva, mentre dalla panchina è arrivato l’impatto di Rodney Hood, rientrato nelle rotazioni a scapito di Clarkson, che con 15 punti e 7/11 al tiro è stato per molte occasioni l’ancora di salvataggio dei Cavs per non soccombere.

Eppure non è bastato. Questi Cavs, pur giocando bene (anche se nel secondo tempo ci sono state un numero impressionante di amnesie difensive che hanno permesso dei layup al ferro dei Warriors), non riescono a battere dei Golden State che hanno giocato male. La differenza tra le due squadre di cui tutti parlavano in sede di pronostico è uscita, e per non essere spazzati via 4-0, i Cavs dovranno fare un grande sforzo in gara 4, sperando che i Warriors vogliano festeggiare la vittoria del Titolo davanti al proprio pubblico in gara 5.

Lo vedremo Sabato 9 giugno, ore 03:00 in diretta su Sky Sport 2 HD.

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