Incredibile trade Raptors-Spurs: DeRozan per Leonard!

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Sembrava incredibile solamente da pensare poche ore fa, ed invece Toronto Raptors e San Antonio Spurs hanno trovato un accordo per una delle trade più incredibili delle ultime stagioni in NBA: Kawhi Leonard andrà a giocare in Canada (insieme a Danny Green), mentre DeMar DeRozan (con Jakob Poeltl ed una scelta protetta 1-20 al primo giro del prossimo Draft) si accaserà in Texas.

Uno scambio tra due All-Star, i due leader delle rispettive squadre, e se per Leonard le voci erano state tante dopo la sua richiesta di cessione alla società, per DeRozan nulla faceva pensare ad una possibile separazione. Una trade che probabilmente scontenta un po’ tutti, giocatori e squadre, ma che era diventata necessaria per interrompere quella fase di stallo che si era venuta a creare, tanto per gli Spurs quanto per i Raptors.

Ujiri va all-in e spera nell’estensione di contratto

La mossa del GM dei canadesi Masai Ujiri sembra piuttosto disperata: Toronto continua a inanellare buone regular season (ultimo anno addirittura chiuso vincendo la Eastern Conference) ma pessimi playoff, con eliminazioni cocenti. L’ultima con i Cavs ha fatto saltare prima coach Casey e ora appunto DeRozan. Quindi fuori un leader dentro un altro, con la speranza di ottenere un risultato e quindi convincerlo a rimanere a lungo.
L’arrivo di Danny Green porterà invece tiro da tre punti e difesa, due fattori importantissimi nella NBA moderna, ma anche un giocatore che nelle ultime stagioni è sembrato in netto crollo.

I tanti dubbi del Leonard scontento

Non è un mistero che Kawhi Leonard non sia contento di questo scambio. Lui voleva i Lakers, ma i gialloviola vogliono prenderlo da free agent mentre gli Spurs non potevano perderlo a costo zero. Fatto sta che l’ex MVP delle Finals andrà a giocare in Canada contro-voglia. Ujiri però spera di fargli cambiare idea, coinvolgendolo da leader in un nuovo progetto che punta a vincere finalmente l’Est per arrivare alle NBA Finals. Kawhi ha ancora 2 anni di contratto da 20.1 milioni e 21.3 milioni di dollari, ma il secondo anno è una player option che il giocatore quasi sicuramente non eserciterà, diventando quindi free agent la prossima estate. Toronto proverà a offrirgli un’estensione di contratto usando i bird rights da 5 anni per 189.6 milioni, molti di più di quelli che il giocatore potrebbe ricevere firmando con un’altra squadra: 4 anni per 140.6 milioni.

Spurs, altro che rifondazione

La mossa di San Antonio, come spesso è accaduto in questi anni, è perfetta. Se lo scorso anno e questa estate i litigi venuti a galla con Leonard e dati in pasto alla stampa sono stati un’anomalia nel sistema Spurs (lo dimostra anche la partenza di Tony Parker per Charlotte), la mano fatata e l’arguzia di RC Buford nelle trade non è stata persa. Arrivano un All-Star, un solidissimo cambio dei lunghi e una scelta al primo giro del prossimo draft in cambio di un giocatore scontento che sarebbe stato perso gratis la prossima estate.

Dal Canada con la faccia triste

DeMar DeRozan è un 4 volte All-Star che viaggia a 23 punti, 5.2 assist e 3.9 rimbalzi, che ha cambiato il suo modo di giocare diventanto funzionale alla squadra e migliorando il tiro dalla lunga distanza. Uno dei migliori attaccanti 1-contro-1 dell’intera Lega, che ha 28 anni ed è nel pieno della sua maturazione e che si trova sotto contratto per le prossime tre stagioni a 27.7 milioni di dollari ciascuna (la stagione 2020/21 è una player option). Agli Spurs non arriverà con il sorriso sulle labbra, aveva sempre detto che Toronto era la sua casa e voleva rimanere lì per sempre, e la cessione è stata per lui un durissimo colpo.

Ma la possibilità di essere allenato da coach Popovich e andare in una società storicamente vincente potrebbe essere una vera rinascita per lui, che insieme a LaMarcus Aldridge è chiamato a trascinare i neroargento all’ennesima qualificazione ai playoff consecutiva.

Non va sottovalutata poi la presa di Jakob Poeltl: il centro austriaco di appena 22 anni ha già dimostrato di essere un giocatore solidissimo in uscita dalla panchina (per ora…) e potrebbe aiutare non poco gli Spurs che hanno bisogno di ridurre i minuti in campo di Pau Gasol e non possono spremere troppo LMA usandolo come 5. Coach Casey si è affidato all’ormai ex Raptors molte volte anche quando le partite contavano, preferendolo a Valanciunas per la sua capacità di difendere anche sui piccoli e di fare tantissime cose giuste in campo. 7 punti e 5 rimbalzi in 18 minuti sono cifre rispettabili dalla panchina, ma a fare la differenza è soprattutto la voglia, l’intensità e l’etica di Poeltl, che sembra fatto dal sarto per la Spurs Culture.

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