Il ritorno di Belinelli agli Spurs: un affare per entrambi

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Marco Belinelli, San Antonio Spurs – © 2018 twitter.com/marcobelinelli

Warriors, Raptors, Hornets, a New Orleans, Bulls, Spurs, Kings, Hornets, a Charlotte, Hawks, Sixers. Questa la meravigliosa avventura di Marco Belinelli nella National Basketball Association. Culminata dal titolo conquistato nel 2014, stesso anno in cui ha fatto sognare i tifosi d’Italia anche all’All-Star Game, vincendo il Three-Point Shootout nel sabato che ha preceduto la parata di stelle sul parquet dello Smoothie King Center di New Orleans. Un’annata magica, vissuta da protagonista a San Antonio. La stessa città pronto a riabbracciarlo, dopo tre anni e quattro squadre cambiate. Nonostante un’ottima metà di stagione a Philadelphia, dopo il disastro di Atlanta, Belinelli ha scelto di tornare dove meglio si è trovato in carriera. Dove ha vinto, dove è stato apprezzato ed esaltato. La seconda avventura agli Spurs è pronta a iniziare.

AFFARE BELINELLI

A 12 milioni di dollari per le prossime due stagioni, in qualsiasi caso, Belinelli è un affare colossale. Ai Sixers, arrivati alle semifinali di Conference dopo una stagione stratosferica, ha saputo essere decisivo. In 28 partite di regular season ha collezionato 13.6 punti, un career-high, con il 49.5% al tiro e il 38.5% da oltre l’arco, diventati 12.9, con il 41% al tiro e il 35% da tre punti, oltre a 2 assist e appena 0.4 palle perse a partita nei playoff. Un sesto uomo di fondamentale importanza, per qualità ed esperienza, in un roster giovane e per la prima volta su tali palcoscenici. Con giocate da brivido, come il canestro del momentaneo pareggio allo scadere dei regolamentari in Gara 3 contro i Celtics. Non sarà servito a superare l’ostacolo, ma Belinelli ha dimostrato ancora una volta di poter essere un fattore in NBA.

COSA PORTA AGLI SPURS

Ad eccezione della negativa stagione vissuta a Sacramento, Belinelli non è mai sceso sotto il 36% da oltre l’arco in carriera in NBA. Per una squadra che ha chiuso nelle ultimissime posizioni (tra la 25 e la 28) nel complesso della Lega in ogni statistica riguardante il tiro da tre punti, è un innesto di fondamentale importanza. Soltanto Danny Green e Patty Mills si sono dimostrati efficienti tiratori da fuori e, in attesa di capire il futuro di Kawhi Leonard, gli Spurs hanno necessità di trovare giocatori importanti da questo punto di vista. Difficile che Leonard possa restare in silver and black, se è vero che San Antonio sta cercando in tutti i modi di inserirlo in una trade che sia il più vantaggiosa possibile per entrambe le parti in causa. In qualsiasi caso, comunque, Belinelli si incastra alla perfezione nel backcourt di San Antonio.

ASPIRAZIONI

I 6 milioni di dollari a stagione per il talento di San Giovanni in Persiceto, per altro, lasciano spazio salariale a sufficienza per l’inserimento di un altro paio di giocatori che accettino il cosiddetto veteran minimum. Tutto dipenderà, ovviamente, dal futuro di Leonard e da quanto gli Spurs potranno ottenere dal suo eventuale inserimento in una ghiotta trade. Un passo alla volta, però. Intanto, Belinelli copre un vuoto importante a roster e va a rinforzare la situazione dalla panchina per coach Gregg Popovich. Poi, si sa, con lui tutto può succedere. E chissà che San Antonio possa presto tornare a sognare le Finals e il titolo NBA. Con Belinelli tra i protagonisti.

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