Vince Carter firma con i giovani Atlanta Hawks: una scelta inspiegabile!

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In un’estate NBA molto movimentata, con l’approdo di LeBron James ai Lakers, la trade Leonard-DeRozan, lo scambio che ha coinvolto Carmelo Anthony e la chiacchierata firma di DeMarcus Cousins con i Golden State Warriors, non passa inosservata la decisione di Vince Carter di accordarsi con gli Atlanta Hawks! VC15 ha firmato per un anno a 2.4 milioni di dollari, secondo quanto riportato dai vari insiders: una scelta difficile da comprendere visto che Carter, 41 anni e prossimo alla 21esima stagione in carriera, farà parte di una delle peggiori formazioni della Lega, se non la peggiore, e non avrà alcuna possibilità di vincere il titolo, la ciliegina su una carriera comunque brillante.

Un super veterano

Carter, nato il 26 gennaio 1977 a Daytona, in Florida, a ottobre inizierà quindi la sua 21esima stagione NBA in carriera, un record alla pari di Dirk Nowitzki, Kevin Willis, Robert Parish e Kevin Garnett. Col tedesco dei Mavericks (entrambi scelti nel Draft 1998) e con Jason Terry, l’ex North Carolina sarà l’unico ad aver giocato negli anni Novanta. L’8 volte All Star andrà inoltre a caccia del traguardo dei 25.000 punti in carriera, è attualmente a 24.868.

Chioccia per Trae Young e soci

Il 41enne Vince Carter, presumbilmente all’ultima stagione in carriera, sarà certamente un riferimento nello spogliatoio degli Atlanta Hawks, formazione giovanissima, in pieno rebulding e con un coach, Lloyd Pierce, che ha un anno in più dello stesso VC, 42. Il compito di Carter sarà quello della guida, del leader, dell’esempio in un roster composto quasi esclusivamente da ragazzi nati negli anni ’90 (Bazemore e Dedmon sono dell’89, Lin e Miles Plumlee dell’88). Addirittura Trae Young, il rookie scelto con la 5 all’ultimo Draft e destinato a diventare il volto della franchigia, è nato il 19 settembre 1998, quasi tre mesi dopo che Carter venne chiamato nel Draft NBA!

Nessuna rincorsa all’anello

Tutto si può dire di Carter tranne che sia uno che sia disposto a qualsiasi cosa pur di chiudere la carriera con l’anello di campione NBA, e la firma con gli Hawks, dopo quelle con Sacramento lo scorso anno e coi Grizzlies nell’estate 2014, ne è la conferma. Una domanda sorge però spontanea: perchè? Perchè firmare con le peggiori formazioni NBA e non provare a vincere? Vince, nonostante i 41 anni, è ancora fisicamente integro, può dare 8-10 minuti di qualità, ha tiro da fuori, è uno scienziato del gioco, insomma farebbe comodo a qualsiasi contender, dai Warriors in giù, compresi i Raptors, per un finale di carriera romantico e da film. E invece nulla, gli Atlanta Hawks. Posto che un anello di campione NBA non cambierebbe comunque lo status di Carter, una leggenda assoluta, il protagonista della più bella gara di schiacciate della storia (Oakland 2000), colui che ha messo Toronto e i Raptors sulla mappa (favoloso il documentario Netflix “Carter Effect”), però lo scetticismo resta…

1 commento

  1. Non mi sembra, sinceramente, la scelta del secolo. Spiace perché dopo tanti anni tra Mavs, Grizzlies e Kings a vivacchiare in squadre medio/scarse, mi sarebbe piaciuto vederlo in una possibile contender. Tiro da 3, leadership ed esperienza infatti le porta ancora e sono notevoli.

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