I primi 40 anni di uno dei più grandi: Kobe Bryant

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40 anni fa, il 23 agosto 1978 a Philadelphia nasceva Kobe Bean Bryant.
Oggi, Kobe, è uno dei più grandi campioni che abbiano mai giocato a basket, la cosa più simile a Michael Jordan mai apparsa, ma anche uno degli sportivi più influenti a livello mediatico del pianeta. Un personaggio che dopo aver vinto tutto sul parquet ha iniziato a inanellare successi anche fuori, una volta ritiratosi. Se Kobe dovesse sedersi e fare un bilancio della sua vita, oggi, non potrebbe essere più che positivo. Difficilmente per il carattere che ci ha fatto vedere negli anni lo farà, ed allora proviamo noi a fare un piccolo riassunto della sua storia, dentro e fuori dal campo.

Premio Oscar, investimenti milionari, allenamenti personalizzati

Dopo aver salutato l’NBA con un’ultima stagione da brividi in tutti i palazzetti in cui ha giocato, Bryant non se n’è rimasto con le mani in mano, anzi. Da subito ha realizzato il cortometraggio animato, scritto da lui e con la regia di Glen Keane, “Dear Basketball” tratto dalla lettera che aveva scritto sul Player’s Tribune per annunciare al mondo il suo ritiro dal basket. Un capolavoro che gli è valso addirittura la vittoria di un premio Oscar nell’ultima edizione come Miglior cortometraggio animato dell’anno!
Corteggiato a lungo da Jeanie Buss che lo vorrebbe inserire come pezzo importante nella dirigenza dei Los Angeles Lakers, Kobe per ora non ha accettato, lanciandosi invece nell’analisi sportiva all’interno del canale ESPN+ con la rubrica “Detail”, che come sempre ha fatto discutere tantissimo durante i playoff. Spinto dalle analisi su di lui e sul suo modo di giocare, Jayson Tatum, giovane stella dei Boston Celtics ha chiesto di poter effettuare dei workout privati con il Black Mamba: “Gli ho chiesto di mostrarmi alcuni movimenti, soprattutto in post: è stato importante parlare con lui, cercare di capire come pensa e cosa ha fatto per avere successo“.

Infine è di qualche giorno fa la notizia dell’incredibile investimento realizzato da Kobe: nel marzo 2014 è entrato con una quota di partecipazione di circa 6 milioni di dollari all’interno della Body Armour, una bevanda energetica. Oggi, dopo l’ingresso nel gruppo di The Coca-Cola Company, le sue azioni valgono oltre 200 milioni. Un investimento pazzesco per un vero Re Mida.

I Lakers e i successi la sua seconda pelle

Fuori dal campo Bryant non smette di inanellare successi, ripercorrendo quello che ha fatto per 20 anni di carriera con la maglia gialloviola dei Los Angeles Lakers: 5 titoli NBA, un titolo di MVP, due MVP delle Finals, 11 volte nel primo quintetto, 18 convocazioni all’All-Star Game. Oltre alle due medaglie d’oro olimpiche ottenute con Team USA (Pechino 2008 e Londra 2012).

Uno dei giocatori diventato icona oltre che per le sue doti tecniche anche per quelle mentali, seconde probabilmente solamente a quelle di Michael Jordan, il suo idolo e il suo modello per tutta la carriera.
Come successo per lui con MJ, Kobe è diventato un esempio per tantissimi giocatori che sono entrati in questi anni nella NBA e che ci entreranno: voglia di vincere, motivazione, cattiveria agonistica, voglia di migliorare, che abbinate al talento e all’intelligenza cestistica l’hanno reso uno dei più grandi di sempre di questo gioco.

Per festeggiare i suoi 40 anni Sky Sport NBA oggi dedicherà tutta la propria programmazione alla leggendaria carriera della stella dei Lakers, con una 24 ore di contenuti assolutamente imperdibili: si parte alle ore 17.00 del 23 agosto con l’intervista esclusiva (sottotitolata in italiano) realizzata da Ahmad Rashad passando per All-Star Game, sfide storiche contro Jordan, le vittorie più importanti della sua carriera e le sue partite indimenticabili, come quella da 81 punti contro i Raptors. Tutta la programmazione la potete trovare nella nostra pagina dedicata.

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