Kevin Knox può essere il “Jayson Tatum” dei Knicks?

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Come da tradizione ormai, durante il Draft NBA tutti i giocatori chiamati da New York Knicks vengono subissati di fischi: è successo con Kristaps Porzingis, è successo con Frank Ntilikina, e si è ripetuto con Kevin Knox. Il lettone è ora il volto della franchigia, il francese è reduce da una prima stagione solida e promette di diventare un importante giocatore da quintetto, soprattutto a livello difensivo, mentre per Knox bisogna ovviamente attendere anche se il prodotto da Kentucky ha mostrato lampi più che intriganti durante la Summer League, giocate che a molti hanno ricordato Jayson Tatum!

Chi è Kevin Knox

Ragazzo nato a Phoenix, in Arizona, l’11 agosto 1999 (si è presentato al Draft non ancora 19enne, il più giovane) e ha fatto l’high school dall’altra parte del paese, a Tampa, in Florida. Ha giocato il McDonald’s All American Game e il Jordan Brand Classic, ha vinto l’oro con gli USA ai Mondiali Under 17 del 2016 in Spagna e poi ha scelto Kentucky nonostante le offerte di Duke, North Carolina e dalla lega cinese per giocare da professionista. A UK, con coach Calipari, è passato quasi inosservato pur essendo il top scorer con 15.9 punti di media ed essendo stato decisivo con 18 punti e 7 rimbalzi nella finale del torneo della SEC contro Tennessee.

Le sue quotazioni sono salite durante l’avvicinamento al Draft: era considerato ai margini della Lottery, tra la 13-14 e la 20, invece è stato preso alla 9 dei Knicks, intrigati dal suo potenziale. Knox è un’ala pura, un giocatore che può giocare sia da 3, sia 4, visto il fisico (205 cm per 96 kg) e l’apertura di braccia (212 cm). All’apparenza sembra un giocatore poco atletico, poco esplosivo e un po’ leggero (non c’è una muscolatura evidente), ma queste sensazioni sono state spazzate via alla Summer League.

Tra i Top a Las Vegas

Va sempre ribadito che la Summer League non è l’NBA, non ci va nemmeno vicino, ma la competizione serve a intravedere qualcosa del potenziale dei singoli prospetti. Quello che ha fatto Knox con la maglia di New York è stato importante e ha già permesso di zittire tutti quei booo che sono partiti dai tifosi la notte del Draft. Ha chiuso la kermesse di Las Vegas con l’inserimento nel miglior quintetto con Collin Sexton, Josh Hart, Christian Wood e Wendell Carter, viaggiando ad oltre 21 punti, 6.5 rimbalzi e 2.3 assist col 35% dal campo, con una gara da 29 punti contro i Lakers!

A Vegas ha mostrato di essere un attaccante di razza, un giocatore completissimo nella metà campo offensiva mentre per quanto riguarda quella difensiva servirà un banco di prova diverso per testare la sua attitudine e la sua preparazione, più mentale che fisica. Tornando all’attacco, Knox ha messo in vetrina le sue doti: il tiro è stato ondivago ma la meccanica è eccellente, la palla parte da molto in alto ed è difficilmente fermabile, può segnare dal palleggio o in situazioni di catch-and-shoot e già ora è difficilmente contenibile perchè se decide di andare al ferro, va al ferro, per la schiacciata o il lay up. Oppure può arrestarsi e tirare dal mid range, o anche azzardare lo “euro step”, favorito da quelle leve lunghe e asciutte.

Kevin Knox Summer League Las Vegas

The next Jayson Tatum?

Fisicamente Kevin Knox somiglia tanto anche a Paul George, ma è il nuovo gioiello dei Celtics il metro di paragone vero e proprio. Per Knox si sono spesi gli stessi dubbi che c’erano sul talento di St. Louis in uscita da Duke: poco esplosivo, poco atletico, poco versatile, con un tiro da tre poco affidabile, una sorta di giocatore monodimensionale e col punto interrogativo della continuità all’interno della stessa partita, ovvero la tendenza a sparire in alcuni momenti, senza dimenticare la difesa, considerata inadeguata. L’ultima stagione ha cancellato tutti i dubbi su Tatum che è cresciuto, ha lavorato e dimostrato che l’NBA è tutta un’altra cosa rispetto al college.

Knox somiglia molto a JT per lo stile di gioco e per la conformazione fisica, è un falso lento e un atleta certamente nella media (non è Vince Carter, ovvio…), sicuramente contribuirà da subito per i nuovi Knicks di coach David Fizdale e con la giusta attitudine potrà avere impatto anche in difesa sui cambi, mentre in attacco è destinato a diventare un problema per gli avversari a livello di missmatch perchè può attaccare dal palleggio in uno contro uno partendo da 8 metri come lavorare in post basso e sfruttare il suo jumper. Questo non significa che diventerà Tatum, ma le prime indicazioni dicono che i Knicks potrebbero aver fatto un gran colpo. Aldilà dei fischi la notte del Draft

Kevin Knox Comparison

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