Philadelphia 76ers delusi dalla free agency. Ma siamo sicuri?

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Volevano LeBron James, volevano Kawhi Leonard. Invece nessuno dei due è arrivato ed il salto di qualità dovrà essere fatto con la crescita dei giocatori giovani già a roster. Ci si attendeva grandi cose dai Philadelphia Sixers in questo mercato dei free agent ed invece non sono riusciti a piazzare il grande colpo che volevano; brava comunque la dirigenza a non farsi prendere dal panico e a non dare contratti troppo pesanti a giocatori di non primissima fascia.

CHI È RIMASTO

Detto che la franchigia è stata costruita attraverso il Draft e a tante sconfitte e trade che a quel tempo sembravano scellerate, pare ovvio pensare che il core dei prossimi anni resteranno Joel Embiid e Ben Simmons, con l’aggiunta di Markelle Fultz che dopo un anno complesso per un infortunio e alcune incomprensioni con la dirigenza, pare pronto a diventare il grande giocatore che ci si aspettava. Anche se nel suo ruolo Philadelphia ha già il Rookie Of the Year 2017/2018 e quindi coach Brown dovrà trovare un modo per farli coesistere.
Sono rimasti anche altri due componenti del quintetto base: Robert Covington e Dario Saric, entrati più volte in rumors per un’eventuale trade per arrivare a Kawhi Leonard, ma che alla fine sono rimasti e sono chiamati a dare un po’ più di quello fatto lo scorso anno, soprattutto nei playoff, quando la giovane età dei 76ers ha pesato nella sfida decisiva contro i Boston Celtics.
Infine confermati anche T.J. McConnell che lo scorso anno è stato solidissimo uscendo dalla panchina portando quella grinta in difesa richiesta dal coach e il turco Furkan Korkmaz, autore di una Summer League davvero notevole al rientro dall’infortunio al ginocchio che l’ha tenuto ai box l’anno scorso. Per il giovane turco potrebbe esserci come ruolo quello che si era ritagliato il nostro Belinelli.

CHI È TORNATO

Per concludere il quintetto base mancava solo JJ Redick che prontamente la dirigenza ha messo sotto contratto all’apertura della free agency, per un’altra stagione a 12.250.000 dollari.

Un’altra conferma è Amir Johnson che ha deciso di legarsi alla franchigia con un contratto annuale al minimo salariale per un veterano, circa 2.4 milioni, e sarà chiamato a fare il backup dalla panchina di Embiid.

CHI È ARRIVATO

A portare esperienza poi è stato prelevato via trade dai Nuggets Wilson Chandler (oltre a una scelta del secondo giro del draft 2021), ala che può giocare sia da 3 che da 4, dotato di grande fisicità e buon tiro perimetrale, ma soprattutto con un contratto da 12.8 milioni in scadenza la prossima estate.
Mike Muscala è l’altro veterano ingaggiato per la prossima stagione, sempre via trade, dagli Hawks, che nell’immaginario della dirigenza dovrebbe prendere il posto di Ilyasova come caratteristiche.
Infine curiosità su Jonah Bolden e Zhaire Smith, due rookie, ma con il primo un po’ atipico: Bolden infatti è stato scelto la Draft 2016 ma poi è andato a giocare in Europa prima all’FMP Belgrado dove ha vinto il premio di miglior Under-22 della stagione della ABA Liga (prima di lui Saric, Jokic e Zizic) e successivamente al Maccabi Tel Aviv dove ha vinto uno Scudetto. Adesso la dirigenza ha scelto di firmarlo per i prossimi 4 anni per 7 milioni di dollari totali, e spera che il giocatore australiano possa prendere il posto di Richaun Holmes, ceduto.
Zhaire Smith, invece, scelto alla #16 dell’ultimo Draft è un giocatore che per caratteristiche ricorda un po’ Gerald Green, e promette di accendere il pubblico di Phila.

CHI NON È ARRIVATO

Piccola parentesi su Nemanja Bjelica che dopo aver trovato un accordo verbale per la firma di un annuale con la mid level exception, ha deciso incredibilmente di tornare sui suoi passi lasciando un vuoto nel roster dei 76ers (parzialmente occupato con Muscala poi).

LE ASPETTATIVE?

Su questi 76ers ci sono aspettative già molto alte, una stranezza se si pensa che fino a 2 anni fa l’obiettivo era perdere più partite possibile per guadagnare una scelta più alta al Draft. Ma il risultato dello scorso anno, con la sconfitta in gara 7 di semifinale di Conference contro i Celtics pesa, e i giovani prospetti sanno che quest’anno più che mai, vista la partenza di LeBron James per Los Angeles e l’addio di DeRozan ai Raptors (anche se, per un gioco del destino, al suo posto è arrivato Leonard), la Eastern Conference è un terreno di caccia, dove solamente Boston parte davanti a Philadelphia nella griglia immaginaria.
La delusione per non essere arrivati a qualche big c’è sicuramente, ma coach Brown, Embiid e Simmons dovranno dimostrare che forse è stato meglio così per non bloccare la crescita di questo gruppo, raggiungendo almeno la Finale di Conference. E sperando magari la prossima estate di avere un po’ più fortuna con qualche free agent per puntare all’obiettivo grosso.

1 commento

  1. A parte la sfiga che continua ad assillarci con l’infortunio anche di Smith io sono contento che si continui col progetto crescita dei giovani. Magari quest’anno si arriva ancora dietro a Celtics e Raptors ma il futuro è sicuramente dalla parte dei 76ers. Se gli infortuni si levano dalle balle per un po’!
    Embiid-Simmons per me miglior coppia in NBA tra un paio di stasgioni!

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