Un’immobilità preoccupante: Blazers ancora da playoff?

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Il terzo posto nella Western Conference (49-33 il record) nella scorsa regular season aveva sorpreso un po’ tutti, perché arrivato con una grande rimonta e gli ultimi due mesi giocati in maniera impeccabile dai Portland Trail Blazers. Finire davanti a squadre come Thunder, Jazz e Pelicans, Spurs e Timberwolves non era così scontato, eppure Lillard e compagni ci sono riusciti. A sorprendere un po’ tutti però è stata anche la bruciante eliminazione per 4-0 nel primo turno di playoff subita dalla franchigia dell’Oregon contro New Orleans.
Una sconfitta senza attenuanti, arrivata senza che Stotts e il suo staff, oltre ai giocatori in campo, siano riusciti a mettere insieme qualche aggiustamento per non affondare.

Obiettivo playoff raggiungibile?

Da quella bruciante eliminazione i Blazers dovranno ripartire quest’anno, con la consapevolezza che la Western Conference è diventata ancora di più una giungla dopo l’arrivo di LeBron James ai Lakers, che li candida di diritto ad un posto tra le prime 8. Con l’aggiunta dei gialloviola, la crescita dei Nuggets, le conferme dei roster di TWolves e Thunder, la presenza continua degli Spurs e le ovvie favorite Warriors e Rockets, la lotta per andare ai playoff sarà davvero complicata, perché se è vero che i Pelicans hanno perso Cousins e Rondo e non sembrano essersi rafforzati, è altrettanto vero che tra le candidate ci sono anche i Jazz, dati sempre per spacciati ma che continuano a sorprendere tutti stando sottotraccia.
Senza dimenticare gli arrivi delle scelte al Draft: Ayton ai Suns, Bagley ai Kings, Doncic ai Mavs, Jackson ai Grizzlies. Giocatori che magari non potranno cambiare da subito gli equilibri delle franchigie, ma che le rendono ancora più competitive, in un Ovest dove squadre materasso non ce ne sono, e vincere qualsiasi partita diventerà una battaglia.

Is Dame-time over in Portland?

La dirigenza di Portland ha inoltre la consapevolezza che Damian Lillard, nonostante le dichiarazioni di rito: “Non sono infelice. Amo dove vivo, amo l’organizzazione, amo dove sono“, chiederà risultati ed un passo avanti, altrimenti la prossima estate in Oregon potrebbe essere davvero esplosiva. Dame è palesemente scontento sia per i mancati successi, sia per le scelte di mercato operate dalla squadra nelle ultime stagioni e l’immobilismo sul mercato di questa offseason non aiuterà di certo a migliorare la situazione e far scemare la frustrazione di un giocatore che sa di essere nel momento della carriera in cui deve ottenere qualche risultato importante.

Cap sempre più ingolfato e scelte incomprensibili

Le decisioni prese dal GM Oshley nel mercato dei free agent anche in questa estate restano quanto mai oscure e vanno a sommarsi a quelle delle estati scorse che hanno ingolfato totalmente il salary cap, portando i Blazers ad essere una delle prime squadre per payroll della Lega. In un gruppo che ha in Lillard e McCollum i suoi due leader, oltre a Evan Turner (che ha ancora da ricevere 36.5 milioni nelle prossime due stagioni), sono stati aggiunti i due free agent Seth Curry e Nik Stauskas, oltre ai rookie Anfernee Simons e Gary Trent Jr. 4 guardie (vero che sono partiti Napier e Connaughton) mentre nulla è stato fatto nelle altre parti di campo, con Aminu e Harkless quindi che continueranno ad essere il 3 e il 4 titolare, pur essendo due giocatori con scarsissima pericolosità offensiva e scarsissimo tiro da tre punti, e con Nurkic-Collins-Leonard a formare il trio bianco sotto canestro, tre lunghi tecnici e poco atletici, in una Lega dove i lunghi devono essere sempre più atletici e sempre meno tecnici.

La conferma di Nurkic

Portland non aveva grandi possibilità con Jusuf Nurkic. Il giocatore sarebbe diventato unrestricted free agent la prossima estate e così la dirigenza ha deciso di trattenerlo facendogli firmare un quadriennale da 48 milioni di dollari complessivi. Una scelta di sicuro controversa perché se è vero che lo stipendio non è così alto (viste le cifre attuali) è altrettanto vero che legarsi al bosniaco per altre 4 stagioni vuol dire credere in questo gruppo com’è e credere che possa migliorare in futuro. 14 punti e 9 rimbalzi di media sono buone cifre per un lungo, ma quello che spaventa di Nurkic è il suo essere praticamente l’opposto rispetto ai lunghi NBA in voga al momento: lui è tecnico, gioca in post, è poco atletico e fatica a difendere sui pick&roll, i lunghi moderni invece sono super atletici, bloccano e rollano e in difesa cambiano su tutto. E visto che le squadre che hanno ottenuto più risultati ultimamente sono quelle con i lunghi moderni, aver confermato e aver creduto in Nurkic sembra quanto meno strano.

Futuro?

Se la situazione attuale appare problematica, ad ogni modo, quella futura sembra anche peggio, perché anche per la prossima stagione i Blazers non avranno spazio salariale per fare grandi manovre e dovranno decidere cosa fare con Aminu, unico giocatore in scadenza.
Per riuscire a convincere Lillard a rimanere e a non chiedere di essere ceduto servirà un’altra stagione sorprendente, ma forse neanche questa basterà.

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