Serie A, caos Cantù: cosa sta succedendo?

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Sul parquet, la squadra continua a lottare e, nonostante la sconfitta nel posticipo di lunedì contro Pesaro, ai giocatori e ai tifosi (presenti in massa anche durante gli allenamenti) non può essere rimproverato assolutamente nulla, come sottolineato a fine match da coach Pashutin: “Ringrazio i tifosi ed i giocatori perché hanno combattuto con cuore e sacrificio in questo momento difficile, onorando il club e giocando da vera squadra con la giusta mentalità”.
Parole di rispetto anche da parte del coach avversario, Massimo Galli, che, da varesino, ha espresso tutta la sua vicinanza ai rivali di Cantù.

Cosa è successo in questi giorni alla società brianzola?

Proprio quando si vociferava di un interessamento da parte del patron di Cantù, Dmitry Gerasimenko, nei confronti di un’altra società di Serie A (Torino), ecco che è arrivato un fulmine in un cielo che, ai più, sembrava sereno. Con un comunicato ufficiale, Gerasimenko ha reso noto che il tribunale russo aveva dichiarato fallita la sua acciaieria Red October di Volgograd, congelando tutti i suoi conti e rendendo di fatto impossibile rispettare gli impegni presi a nome del club brianzolo del quale è socio unico. Col passare dei giorni, la situazione si sta facendo ancor più intricata poiché si avvicinano diverse scadenze, in primis la terza rata FIP (€ 74.000), che include il 50% dei parametri NAS (scadenza 27 novembre), ma anche i controlli Com.Te.C. relativi al versamento degli stipendi di Lega dei tesserati e delle relative tasse (scadenza 16 dicembre). In generale, i costi di gestione da qui a fine stagione sono quantificabili in circa 2 milioni di euro, in parte coperti dai contratti di sponsorizzazione e dagli incassi delle partite casalinghe rimanenti;  a ciò però vanno ad aggiungersi i ricorsi presentati al tribunale FIBA da alcuni ex giocatori, che aspettano ancora che gli venga corrisposto tutto ciò che gli spetta da contratto, con la conseguenza che, se i suddetti ricorsi andassero in porto, comporterebbero il blocco del mercato in entrata.

La scadenza più preoccupante al momento rimane la terza rata FIP che, in caso di ritardo nel pagamento superiore a 14 giorni, comporterebbe l’esclusione della squadra dal campionato (-3 punti in classifica in caso di pagamento con ritardo oltre gli 8 giorni); tutte le altre inadempienze porterebbero “solo” ad alcuni punti di penalità, calcolati sulla base del ritardo nei pagamenti.

Quale futuro

Gerasimenko ha da subito messo a disposizione “gratuitamente” le sue quote societarie per chi vorrà prendersi l’impegno di non far scomparire la pallacanestro a Cantù. Ad oggi, l’unica speranza è legata ad alcuni ex soci di minoranza che pare si stiano attivando per portare in società capitali freschi e proseguire l’attività, ma ancora nessuna notizia certa. Quasi sicuramente l’obiettivo dell’eventuale nuova gestione sarà quello di ridurre il più possibile i costi di gestione, liberandosi di alcuni contratti “pesanti”, quindi relativi agli stranieri (Udanoh già sondato da Trento e Brescia), anche perché da quest’anno non è più obbligatorio, con la formula 6+6, tenere sotto contratto 6 stranieri; l’importante sarà depositare 12 contratti, 6 dei quali con giocatori italiani. In ogni caso, l’attuale dirigenza guidata da Andrea Mauri ha garantito agli atleti tesserati il pagamento di uno stipendio di Lega in settimana, più che altro per non rischiare di cominciare a “perdere pezzi”.

Le personalità legate, in vario modo, alla società brianzola si sono divise in merito a questa vicenda: se Recalcati se lo aspettava (“Questa cosa non è una sorpresa e forse troppa gente ha fatto finta di non vedere per troppo tempo“), Nicola Brienza (assistant coach) e Andrea Mauri hanno dichiarato di essere stati colti di sorpresa dalla notizia.

La difficile situazione di Cantù ha attirato l’interesse di tante istituzioni, dal vicesindaco della città ai presidenti di LBA e GIBA, che si sono mobilitate, ognuna nelle sue possibilità, per aiutare la società a trovare una soluzione. In ultimo, la società MIA, uno degli sponsor di Cantù, si è dichiarata disponibile a sostenere tutte le spese relative alla prossima trasferta di campionato a Trieste. Insomma, qualche segnale positivo c’è. Decisive, per le sorti della pallacanestro canturina, saranno le prossime ore.

Fonte: Spicchi d’Arancia

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