Serie A, Venezia: è arrivato il momento della verità

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È l’unica, insieme a Milano, ancora a punteggio pieno e sembra essere la sola in grado di dare filo da torcere all’Olimpia, provando a rendere più “entusiasmante” un campionato in cui tutto sembra essere già scritto. Domenica prossima sarà il grande giorno.
In vetta alla classifica ne rimarrà solo una. Venezia o Milano?

Walter De Raffaele – © 2018 twitter.com/REYER1872

Sfida al vertice

Due squadre molto diverse, con una storia completamente diversa, ma che ormai da anni si dimostrano le prime due forze del campionato italiano. Se per una società come l’Olimpia Milano può essere la normalità, non si può dire la stessa cosa per la Reyer Venezia, tornata in Serie A nella stagione 2011/12 e diventata, già dopo pochissimo tempo, protagonista. Quella di oggi è ormai una squadra molto ben rodata, guidata da un coach che ha la straordinaria capacità di tenere “caldi” tutti e 12 i giocatori durante ogni singolo match e di chiamarli in causa all’occorrenza, ottenendo sempre risposte positive. È forse questo uno degli aspetti che più caratterizza la squadra di coach De Raffaele, che ha da sempre avuto le idee chiare su come far giocare la sua squadra, e i risultati che sta ottenendo gli danno ragione. Per gli amanti delle statistiche, in questa stagione Venezia è terza per punti segnati (89.5), tirando col 45.5% da 3 (miglior percentuale del campionato), quarta per rimbalzi catturati (40.2) e prima per assist (21.5).

La solidità è un punto di partenza

La Reyer di quest’anno sembra una squadra molto più solida e con maggiore consapevolezza nei propri mezzi rispetto a quella, pur vincente, delle ultime due stagioni. Merito soprattutto dei progressi fatti da alcuni dei suoi giocatori, sia sotto l’aspetto tecnico sia mentale. In primis Tonut, che sta diventando una pedina fondamentale nello scacchiere della Reyer; la sua lenta ma costante crescita (spesso frenata da infortuni) sta mettendo in evidenza sempre più, partita dopo partita, il suo talento, che lo porterà in breve tempo ad essere un top player per la Serie A. Quest’anno, nelle ampie rotazioni del suo coach, l’esterno azzurro sta riuscendo a ritagliarsi molto più spazio rispetto alla passata stagione, grazie al suo ottimo rendimento: in 21.5 minuti di utilizzo in media, produce 12.8 punti (67.7% da 2 e 45.5% da 3), 3.2 rimbalzi e 2 assist.

La trasformazione di Haynes

Un altro giocatore da cui la Reyer si aspetta tanto e che sotto alcuni aspetti ha modificato parecchio il suo modo di giocare per essere più funzionale al gioco della sua squadra, è il neo capitano Haynes, non più il giocatore egoista che amava “giocare da solo”, ma leader tecnico e carismatico dei suoi, il primo a difendere i suoi compagni e a mettersi in discussione quando qualcosa non va. Un upgrade non da poco per il playmaker americano, che sembra aver raggiunto la giusta maturità per diventare l’uomo di riferimento di questa Reyer. Per non parlare di giocatori del calibro di Bramos o Daye, che arrivavano a Venezia già con un nome importante, o del ritorno fondamentale di Stone che ha perfezionato quegli equilibri che forse nella passata stagione erano un po’ mancati.

Milano troppo forte?

Insomma, Venezia ha tutto per essere competitiva ai vertici del campionato di Serie A. Confermerà quanto di buono fatto finora dimostrandosi all’altezza di Milano o dovrà arrendersi allo strapotere dell’Olimpia? Staremo a vedere. Basta aspettare il big match di domenica prossima (diretta Rai Sport ore 20:45) in un Taliercio già sold out in prevendita. Che lo spettacolo abbia inizio.

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