Pazzesco Gallinari, i Clippers in vetta a Ovest: sono già una contender?

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Danilo Gallinari – © 2018 twitter.com/LAClippers

I Clippers hanno interrotto una striscia di quattro vittorie consecutive questa notte, sconfitti dai Mavericks, favoriti dalla prestazione monstre del grande ex DeAndre Jordan, autore di 16 punti e 23 rimbalzi. Ciò non impedisce loro, però, di restare incredibilmente in vetta alla Western Conference, a pari record (15-7) con gli altrettanto sorprendenti Nuggets. Il caso vuole che siano proprio queste due le squadre che hanno caratterizzato gli ultimi sette anni abbondanti della carriera NBA, tra pazzeschi alti e roboanti bassi, di Danilo Gallinari. Il quale, dopo un 2017/18 da dimenticare, nella stagione d’esordio a Los Angeles, sembra essere tornato sugli straordinari livelli toccati negli anni migliori a Denver.

UNA CONTENDER… PER CASO!

Ancora è presto per definire i Clippers come possibile contender a Ovest, ma senza dubbio, arrivati ormai a un quarto della regular season, è difficile ignorare la crescita della squadra tra le mani di Doc Rivers. Pur senza dimenticare che, dal 2011 a oggi, i playoff sono mancati al termine della scorsa stagione, pur chiudendo l’annata con un record positivo (42-40) nel selvaggio West. Dopo aver perso il primo dei Big Three nell’estate del 2017, con Chris Paul volato a Houston, Los Angeles ha chiuso una trade a stagione in corso per spedire Blake Griffin a Detroit. Sorprendentemente, l’affare è stato assai favorevole per i Clippers, che hanno ottenuto in cambio tre ottimi giocatori, oggi grandi protagonisti nella City of Angels: Tobias Harris, Boban Marjanovic e Avery Bradley. In particolare, Harris sta giocando a livelli pazzeschi, con numeri da All-Star: 21.4 punti, 8.5 rimbalzi e 2.4 assist a partita. L’impatto dei restanti due è incredibile soprattutto in difesa: 103.5 i punti subiti ogni 100 possessi nei 29 minuti con Bradley sul parquet, la miseria di 97.8 quando a giocare è Marjanovic, che in poco più di 10 minuti a partita raccoglie 7.2 punti e 4.6 rimbalzi.

FATTORE GALLINARI

Al fianco dello scatenato Harris, si trova a meraviglia proprio Gallinari: i due compongono una coppia da oltre 40 punti e 14 rimbalzi a partita, con quasi 5 assist e appena 2.8 palle perse di media. Una stagione incredibile, fin qui, quella del nativo di Sant’Angelo Lodigiano: i 19 punti di media, nei pressi del proprio career-high (19.5 nel 2015/16 a Denver), arrivano con il 43.8% al tiro e con uno clamoroso 46.8% da tre punti su 5.3 tentativi a partita, oltre al 94% ai tiri liberi, 6.1 rimbalzi e 2.1 assist. Soprattutto, però, il Gallo vive una stabilità atletica e fisica che è mancata negli ultimi anni: ha saltato una sola delle 22 sfide giocate da Los Angeles in questa stagione, toccando già oggi il totale di partite raggiunto nell’intera scorsa stagione. Il tutto da grande protagonista, con un incredibile offensive rating da 112.9 punti ogni 100 possessi, con la settima miglior percentuale da tre punti nell’intera NBA, la seconda alle spalle di Steph Curry (48.1%) tra i giocatori che hanno tentato almeno 100 triple fin qui in stagione (111 Gallinari, 135 Curry), e con il 61.5% di true shooting percentage.

COSA MANCA?

Ai protagonisti già citati si aggiungono il sempre incredibile sesto uomo Lou Williams, che porta con sé 17.7 punti in 25 minuti dalla panchina, il sorprendente Montrelz Harrell, che quasi raddoppia le proprie quote da career-high con 16.6 punti, 7.4 rimbalzi e il 66% al tiro fin qui, e l’ottimo rookie Shai Gilgeous-Alexander, 11esima scelta assoluta dello scorso Draft, che fino a questo momento colleziona 10.8 punti, con il 46% al tiro il 33% da oltre l’arco, oltre 3.4 rimbalzi e 3 assist di media. Se Bradley e Marcin Gortat dovessero dare un apporto anche soltanto vicino ai propri massimi in carriera, sarebbe tutto perfetto a Los Angeles. Anche se, va detto, risulta ancora difficile considerare i Clippers tra le primissime forze a Ovest, nonostante il record. Una stella di prim’ordine, in grado di svoltare definitivamente le fortune di squadra, potrebbe però arrivare in estate. Nel salary cap c’è spazio per due max contract, dei quali uno potrebbe finire tra le mani di Harris in caso di conferme a questi livelli. Kevin Durant, Kawhi Leonard, Kyrie Irving, Klay Thompson, Jimmy Butler, Kemba Walker e Khris Middleton sono i free agent più allettanti per ottenere il secondo: sarà proprio uno di loro a trasformare i Clippers in una squadra da titolo?

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