Sabonis in rampa di lancio! Ai Pacers ha trovato la sua dimensione

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L’1 luglio del 2017 gli Oklahoma City Thunder acquisiscono Paul George dagli Indiana Pacers in cambio di Victor Oladipo e Domantas Sabonis. Le prime reazioni davano i Thunder come chiari vincitori, avevano preso un All-Star per una guardia di medio valore e un lungo ventenne che già tanti vedevano come una meteora. Due mesi dopo i Thunder completano il loro “Big 3” con la acquisizione di Carmelo Anthony dai Knicks e sembrano destinati a competere per il trono della Western Conference. I Pacers dall’altra parte vengono discreditati dalla stampa statunitense, parlano di una squadra che è stata “derubata” e che è finita in mano a un giocatore, che non era capace di essere la stella a Orlando, e un centro che è solo arrivato nella NBA grazie al suo cognome. Però qualche volta è meglio aspettare prima di giudicare…

Domantas Sabonis, Indiana Pacers © 2018 Brian Spurlock-USA TODAY Sports

La rinascita di Sabonis

Oladipo esplode a Indianapolis, ma anche il giovane lituano mostra primi segni di vita e inizia ad assomigliare al Sabonis visto a Gonzaga. Nate McMillan capisce da subito che Sabonis è stato utilizzato nel modo sbagliato a OKC: non è solo un lungo tiratore da fuori, ma anche una presenza sotto il canestro con un tocco delicato.

Inizia a tirare meno da tre (nel 2016/17 33% dei suoi tiri erano da tre, nel 2017/18 solo 5,6%) e fa vedere un gioco ancora più completo:

Non per caso, la tecnica dei piedi di Sabonis è molto avanzata per la sua età (il talento è di famiglia). Riesce a completare mosse difficilissime su giocatori esperti e rimane un tiratore abile dalla lunga distanza.

All’inizio della stagione, Sabonis si presenta in ottima condizione fisica e gioca benissimo in pre-stagione, dove fa vedere grandi miglioramenti in difesa e una capacità di mettere blocchi non vista prima. Parte dalla panchina come sostituto di Myles Turner e riesce a dominare contro le “second unit” degli avversari. Ha più rimbalzi per partita dalla panchina (9.6) ed ha una media di 14.1 punti per partita con percentuali di tiro impressionanti: 63.0% dal campo e 83.3% da tre. Certo, tira “solo” 8.7 volte a gara (6 triple tentate in stagione), ma comunque si dimostra un giocatore che conosce i suoi limiti e produce in una maniera super efficiente (diciannovesimo nella lega con un PER di 23.44).

Un vero centro moderno

Domantas Sabonis porta in dote caratteristiche che molto raramente vengono combinate in un giocatore. Grazie a questo è riuscito a firmare una prestazione pazzesca al Madison Square Garden contro i New York Knicks con 30 punti e 12 su 12 al tiro!

Sabonis riesce facilmente a imporsi contro giocatori più piccoli o meno forti di lui, prendendo posizione per il rimbalzo:

E poi porta letteralmente a scuola il povero Enes Kanter:

E perché allora non è titolare? Il quintetto dei Pacers è solo la quarta combinazione più produttiva di Nate McMillan (le prime tre includono tutte Sabonis), ma al tecnico di Indiana piace avere l’energia del lituano contro le seconde linee avversarie.

Quale futuro attende Domas?

Come già spiegato in passato, i Pacers credono che Myles Turner sia il centro del loro futuro, e sanno anche che un giorno pure Sabonis vorrà avere la possibilità di essere un titolare, una star. I due potrebbero anche giocare insieme ma finora la miglior soluzione è con i due separati. Per questo in futuro potrebbe arrivare un altro scambio o magari un’uscita nella free agency; però una cosa resta sicura: finché Domantas sarà capace di fare quello che sta dimostrando questa stagione a Indiana, avrà sempre un posto molto importante e remunerato nella NBA.

1 commento

  1. Di sicuro uno dei giocatori che è migliorato di più negli ultimi anni, anche grazie all’aver trovato la sua dimensione in una squadra che gli chiede determinate cose. Arrivato in NBA come stretch 4 adesso gioca stabilmente da 5 uscendo dalla panchina dei Pacers, e questo grazie sicuramente al grande lavoro fatto nel corso delle ultime due estati che l’hanno cambiato parecchio sia fisicamente che tecnicamente.
    Uno dei tanti giocatori NBA che passano un po’ inosservati ma che incidono parecchio nelle partite.

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