Serie A: Varese sta tornando tra le “grandi” del nostro basket

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Il terzo posto in classifica, letteralmente conquistato domenica scorsa, non è affatto frutto del caso o della fortuna. Nonostante la pausa per le Nazionali, che rischiava di far “perdere ritmo” a una squadra in serie positiva come quella di coach Caja, i suoi ragazzi hanno dato l’ennesima dimostrazione che ormai Varese può essere ragionevolmente considerata tra le prime forze del nostro campionato.

A conferma di ciò, la vittoria al Taliercio nell’ultimo turno di campionato parla chiaro, anche solo perché dall’altra parte c’era Venezia, una squadra intenzionata ad arrivare in fondo anche quest’anno e che non poteva permettersi passi falsi, per di più in casa, dopo aver perso lo scontro diretto contro i rivali di Milano. Beh, Varese è riuscita a fare suo il match, pur partendo malissimo (26-13 il parziale del primo quarto), poiché è stata in grado di rimanere sempre con la testa nella partita, continuando a giocare la sua pallacanestro e a seguire il piano partita disegnato magistralmente da coach Caja, con la convinzione, da grande squadra, di non dover stravolgere un sistema di gioco solo a causa di un brutto inizio.

Quindi i bianco-rossi hanno continuato a raddoppiare i lunghi di Venezia e a chiudere la propria area, nella speranza (poi diventata realtà) che le percentuali al tiro degli oro-granata si abbassassero. Dall’altro lato del campo, ciò che più ha sorpreso è stata la lucidità (solo 9 palle perse) e la fluidità con cui Moore e compagni hanno continuato a giocare nonostante la pressione di dover recuperare lo svantaggio subito nel primo quarto.

E anche se, giustamente, il direttore generale Andra Conti parla di vittoria che vale triplo perché “la quota salvezza si è alzata” è chiaro che sta volando bassissimo per non esaltare troppo l’ambiente e tenere alta la concentrazione del gruppo.

A fine partita anche Caja ha voluto congratularsi con i suoi ragazzi per il cuore e la mentalità che ci hanno messo in campo, dimenticando forse che questo è anche il risultato del lavoro che lui stesso sta facendo da quando, nel corso della stagione 2016/17, tornò sulla panchina varesina dopo l’esonero di Paolo Moretti. Fu una stagione non semplice perché c’era ricostruire una squadra rimasta senza identità e soprattutto senza voglia. Emblematico, da questo punto di vista, fu un time out in cui il nuovo coach intimava la squadra a giocare almeno con la grinta che metteva in campo Giancarlo Ferrero.

In ogni caso, quell’anno Varese si salvò abbastanza agevolmente (12esimo posto), confermando, senza alcun dubbio, coach Attilio Caja in panchina. Scelta che si rivelò più che azzeccata perché nella stagione seguente (2017/18) si raggiunse un inaspettato sesto posto al termine della regular season, e il coach fu premiato come miglior allenatore della Serie A. Molti credevano fosse stato un exploit, e invece questo nuovo inizio di stagione ha dimostrato che non è affatto così. Confermando buona parte del roster, in estate sono stati inseriti solo alcuni giocatori funzionali al gioco del coach (Scrubb, Archie, Moore), e ora Varese risulta tra le squadre più solide, soprattutto a livello difensivo, del nostro campionato, con alcuni giocatori di talento in grado di cambiare il volto di tante partite. Possiamo quindi dirlo con certezza: Varese sta tornando ad essere una delle realtà più belle della nostra pallacanestro.

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