Miles Bridges sarà davvero utile per Michael Jordan e i suoi Charlotte Hornets?

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Dopo tante scelte sbagliate in passato, Michael Jordan ha deciso di affidare la gestione degli Charlotte Hornets ad un vero general manager come Mitch Kupchack, persona fidata e che conosce bene visto che i due erano compagni di college a North Carolina. Nel recente passato MJ ha pescato bene solo con Kemba Walker, mentre nel Draft 2015 ha rifiutato un’offertona da parte di Boston: quattro scelte da primo turno in scambio di una, con la quale ha selezionato Frank Kaminsky (5.6 PPG, 2.3 RPG). Chi sono diventati le altre quattro scelte? Kelly Oubre, Terry Rozier, Jaylen Brown e una scelta di Memphis del 2019.

Una nuova era

Con l’arrivo di Mitch Kupchak, Jordan ha finalmente lasciato la decisione della scelta solamente al suo vecchio amico, che l’ha mandata ai Clippers in scambio della loro scelta e due future chiamate nel secondo turno. Cosi, gli Hornets hanno selezionato Miles Bridges, un’ala da Michigan State con la dodicesima chiamata.

Bridges (201 cm per 102kg) arriva dagli Spartans, dove sotto Tom Izzo ha iniziato la sua evoluzione in una ala multiuso da NBA. Quando Bridges arrivò a East Lansing, era un pochino sovrappeso e senza grande intuizione per il gioco. Viene usato inizialmente come ala piccola o guardia, dove riesce a dominare ali meno fisiche grazie alla sua statura e al suo peso. Diventa però velocemente evidente che se vuole diventare una stella deve mettersi in forma e migliorare il suo tiro.

Izzo inizia a metterlo come ala grande e fargli prendere più tiri da tre. Questo porta subito gran risultati, con Bridges che mette a segno il 38.9% delle conclusioni dall’arco e realizza 16.9 PPG. Con il passare delle settimane, Bridges piomba sui taccuini degli scout NBA, che lo vedono come possibile candidato per una scelta in Top 10.

Bridges però, a sorpresa , decide di ritornare a Michigan State per un altro anno, il secondo. La decisione sorprende persino sua madre, ma Miles vuole provare a vincere un titolo NCAA con Michigan State. Assieme a Jaren Jackson Jr. inizia bene la stagione, ma dopo qualche mese iniziano a calare le sue prestazioni, come quella della sua squadra, e Miles si ritrova presto in vacanza.

La ripartenza di Miles a Charlotte

Arrivando a Charlotte, sotto il nuovo allenatore James Borrego (allievo di Gregg Popovich), Bridges trasforma il suo gioco e approccio mentale. Capisce di dover sacrificare molto del suo ego per essere vincente nella Lega, di dover evolvere il suo ruolo, come dice Borrego:

Difende più posizioni giocando l’ala grande e piccola per noi. Quello che sta facendo in questo momento non è facile, e sta facendo un ottimo lavoro

Lo capisce anche Bridges:

Quando giochi in college, solitamente sei il protagonista della squadra. Devo solo adattarmi a passare la palla, a imparare il mio ruolo, e penso di aver fatto un ottimo lavoro di adattamento a tutto

Pochi minuti, ma buoni

Bridges non gioca tantissimo, i suoi 19.9 minuti per partita sono pochi, anche per un rookie. Però quando è in campo, si fa notare.

È il nono miglior rookie difensivo (DefRtg: 104.9) e l’ottavo con l’impatto più grande quando gioca (PIE: 8.5). Grazie alle sue doti fisiche riesce a rimanere sempre attivo in difesa, mantenendo una posizione aggressiva che gli permette di seguire un taglio al canestro senza problemi e contestare l’avversario:

Sembra proprio che gli piaccia difendere, anche in allenamento mette in mostra la sua abilità difensiva:

Come già elogiato da Borrego, Bridges non ha avuto difficoltà a capire il suo sistema. Gli Hornets giocano un basket velocissimo in transizione e per un rookie ci potrebbero essere tante difficoltà a seguire la situazione. Non però per Bridges che si fa sempre trovare nel punto giusto al momento giusto:

Un rimbalzo offensivo e un tiro da tre in transizione. Sono questi i due punti fondamentali di un’ala nella NBA che diventa sempre più veloce in termini di ritmo e possessi.

Il futuro?

Il sito fivethirtyeight.com, noto per progettare il futuro di giocatori grazie a statistiche avanzate, prevede un andamento di carriera simile a Harrison Barnes per Miles. Ci sono tanti paragoni tra i due giocatori: arrivano da college importanti, dove hanno giocato per due stagioni e hanno sempre capito come meglio aiutare la propria squadra a vincere partite, sono bravi in difesa ed efficaci nel tiro da tre.

Per Bridges la strada è ancora lunga per arrivare sul livello di Barnes, ma i tifosi di Charlotte e soprattutto Michael Jordan, sperano che possa raggiungere quel traguardo toccato da HB40 qualche anno fa, ovvero diventare un solido giocatore di quintetto nella Lega.

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