Pistoia in piena crisi: la OriOra è la principale indiziata alla retrocessione?

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Era attesa da uno sconto diretto di fondamentale importanza per riprendere fiducia dopo la sola vittoria conquistata nelle precedenti sei uscite e prima delle due proibitive partite contro Venezia e Milano. Purtroppo, però, le cose non sono andate come a Pistoia speravano. Pesaro ha infatti avuto il grande merito di approcciare la partita alla perfezione (17-30 al 10’), per poi essere più lucida (e fortunata) in un finale punto a punto.

Kerron Johnsons – © 2018 facebook.com/pistoiabasket

Dalla possibilità di agganciare Reggio Emilia e la stessa Pesaro in classifica, Pistoia si ritrova in fondo alla graduatoria, a 8 punti, insieme a Torino. Eppure, qualche segnale di ripresa, tra novembre e dicembre, i ragazzi di coach Ramagli l’avevano dato, quando infilarono tre vittorie consecutive contro Sassari, Reggio Emilia e Brescia. A quel punto sembrava che i toscani avessero realmente trovato la quadra, e che la scelta della società di investire su un altro straniero, con relativi costi per il passaggio alla formula con 6 giocatori non italiani, fosse stata vincente. L’arrivo di Mickell Gladness, in un primo momento coinciso con le tre vittorie consecutive, aveva infatti portato grande entusiasmo alla piazza.

Oggi però i pareri in merito al lungo di Birmingham sono un po’ cambiati e la domanda che ci si pone è: era veramente necessario fare un investimento del genere per un giocatore che difficilmente avrebbe potuto dare una svolta alla stagione? Certo l’infortunio l’ha un po’ frenato, ma anche quando è sceso in campo non ha dato quell’apporto che a Pistoia si aspettavano. I suoi 7 punti e 4.3 rimbalzi di media in circa 15 minuti a partita sono troppo poco per un giocatore arrivato per alzare il livello del roster bianco-rosso. Non sarebbe stato meglio avere un po’ più di pazienza aspettando eventualmente occasioni più interessanti sul mercato?

E ovviamente quando le cose vanno male, si cominciano a perdere pezzi. Dominque Johnson infatti, dopo una telenovela che durava praticamente da inizio stagione, ha deciso di esercitare l’escape dal suo contratto che aveva rinnovato una decina di giorni fa, e di accasarsi in Libano all’Al Riyadi. Via dunque un giocatore che, tra alti e bassi, fatturava comunque oltre 14 punti di media. Ora Pistoia dovrà immediatamente tuffarsi alla ricerca di un sostituto: al momento la pista più percorribile sembra essere il ritorno di Terran Petteway (a Pistoia nella stagione 2016/17), che aveva iniziato la stagione a Sassari (12.3 ppg, 5.4 rpg, 2.9 apg in 10 partite). L’alternativa è Ra’Shad James, liberatosi da Bonn (prima categoria tedesca).

Dunque, per Pistoia, la strada si fa ancor più in salita. La quota salvezza anche quest’anno sarà piuttosto elevata (presumibilmente sulla falsa riga di quella dell’anno scorso quando furono necessari 16 punti per salvarsi) e il fatto di aver cominciato il girone di ritorno perdendo uno scontro diretto di vitale importanza di certo non aiuta. I bianco-rossi ora, dopo la doppia sconfitta con Pesaro, dovranno come minimo cercare di aggiudicarsi gli altri scontri diretti, oltre a provare a sorprendere qualche big. L’obiettivo minimo sarà ribaltare lo score negativo contro Torino (-6) e Cantù (-21), provando a tenere in positivo la differenza canestri contro Reggio Emilia (+2). E potrebbe non bastare…

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