I Knicks sognano Durant e Irving (più Zion): estate 2019 epica per New York?

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I New York Knicks stanno facendo le cose davvero per bene: perdere più gare possibili per avere il maggior numero di chance di pescare con la 1 assoluta al Draft di giugno e svuotare il monte salari per provare a prendere non uno, ma ben due super free agent la prossima estate. Il sogno neanche troppo celato è quello di presentarsi al via della prossima stagione NBA con Kevin Durant, Kyrie Irving e Zion Williamson: questo lo scenario ideale, il massimo possibile, e la stampa della Grande Mela ha già messo in copertina i tre di cui sopra con la maglia dei Knicks. Ma succederà per davvero?

New York Knicks 2019-20? © 2019 twitter/ESPN

Perdere e perderemo!

Questa è la famosa espressione del signor Borlotti, presidente della Longobarda del film “L’allenatore nel pallone”, che ordinò al mister Oronzo Canà (Lino Banfi) di portare la squadra in Serie B. Ecco, i Knicks non possono retrocedere ma stanno facendo di tutto per chiudere la stagione con il record peggiore, o uno dei peggiori, e avere le maggiori possibilità di pescare con la 1 al prossimo Draft.

La squadra allenata da David Fizdale è arrivata a 18 sconfitte di fila, la peggior striscia nella storia della franchigia, interrotta solamente questa notte con la vittoria contro gli Atlanta Hawks e al momento il record è 11-47, il secondo peggiore in assoluto in NBA davanti all’11-48 dei Suns. Qui si sta andando ben oltre il concetto di tanking dato che New York, 7-14 dopo 21 partite, ha perso 33 delle ultime 36 giocate.

Road to Zion

Chiudere la regular season col record peggiore però non basta. Già prima non era sufficiente per avere la certezza della prima scelta ma comunque garantiva un 25% di chiamare per primi, da quest’anno entra il nuovo regolamento: infatti la peggior formazione ha soltanto il 14% di possibilità di essere estratta per prima e quasi il 50% (.479 per la precisione) di ottenere la quinta chiamata, oltre cui non può andare.

Avere la 1 significa prendere Zion Williamson, il fenomeno di Duke che attira tutte le attenzioni ogni volta che scende in campo: nell’ultima gara giocata in casa di Virginia c’erano pure LeBron James e Rajon Rondo a bordo campo per vederlo! Zion sembra avere tutte le caratteristiche per diventare il volto di una franchigia, a maggior ragione nel principale mercato che è New York: aggiungeteci un talento tecnico, fisico e atletico rarissimo, e avete fatto bingo. Se però i Knicks non avranno la 1, dovranno ripiegare sulle alternative che al momento si chiamano RJ Barrett e Cam Reddish, altri due da Duke, ball handler mancino il primo, ala con gran tiro perimetrale il secondo, oppure Ja Morant, funambolica point guard da Murray State che ha scalato posizioni a suon di giocate da highlights.

La free agency: all in per Durant e Irving

I Knicks hanno apparecchiato per bene la tavola in vista dell’estate 2019 dove la free agency sarà scoppiettante. Al momento per la prossima stagione New York ha soltanto 31 milioni di dollari garantiti, tra cui quelli dei giovani Dennis Smith Jr., Kevin Knox e Mitchell Robison, mentre scadranno quelli di DeAndre Jordan e Mario Hezonja, i più alti dopo i buyout a Kanter e Wes Matthews. La trade che ha portato Porzingis a Dallas è servita a questo, prendere scelte future e soprattutto svuotare il cap in vista dell’estate dove la dirigenza con Steve Mills e Scott Perry potrà metter sul piatto due contratti al massimo salariale.

Gli obiettivi sono chiaramente Kevin Durant e Kyrie Irving. I rumors su KD a New York sono sempre più insistenti e le speculazioni pure, alimentate dalla presenza ai Knicks di Perry, colui che lo scelse per gli allora Seattle Sonics, e di Royal Ivey nello staff tecnico (ex compagno a Texas e poi ai Thunder), e dal fatto che l’agente-socio d’affari-amico Rich Kleiman abbia base nella Grande Mela e sia da sempre tifoso Knicks. Senza dimenticare che Durant stia davvero investendo tanto fuori dal campo e che ovviamente New York capitale del mondo degli affari si presta. Però davvero KD vuole lasciare una situazione ideale come quella dei Warriors? Oppure non vorrà spostarsi nella vicina Los Angeles? Intanto i Knicks hanno già messo il suo volto nei poster della prossima campagna abbonamenti, un “errore” subito cancellato.

E Irving? Non è un segreto che Kyrie abbia un legame coi Knicks, è cresciuto nel vicino New Jersey, aveva già indicato gli stessi Knicks come destinazione tra le favorite al momento della trade coi Cavs e non è escluso che questa possibilità si concretizzi, magari con un “accordo” con lo stesso Durant. Si è parlato anche dei Brooklyn Nets, pure dei Lakers dopo la riappacificazione con LeBron James, ma sembrano New York e Boston le contendenti per avere “Uncle Drew” a roster all’inizio della stagione 2019-20. I Celtics sono favoriti perchè hanno una squadra da titolo e possono già provarci quest’anno, l’ambiente è unico, i tifosi lo adorano, Boston è Boston e la proprietà col presidente Danny Ainge possono offrirgli più di chiunque altro, magari con la promessa di provare ad affiancargli Anthony Davis

Non dovesse andare in porto questo progetto, sarebbe difficile trovare alternative credibili: Middleton? Tobias Harris? Strappare D’Angelo Russell ai Nets? Corteggiare l’idolo di casa Kemba Walker? O magari ripiegare rifirmando DeAndre Jordan e prendendo un Bledsoe e un Danny Green. Già in passato le cose non andarono bene a New York: nell’estate 2010 si infranse il sogno di firmare LeBron James e arrivò solo Amarè Stoudemire via trade, nel 2014 venne rifirmato Carmelo Anthony mentre nel 2015 si provò con Monroe, Aldridge e lo stesso DeAndre Jordan, ma arrivò Robin Lopez. Nel 2016 Durant non volle nemmeno incontrare i Knicks che investirono su Courtney Lee (4 anni per 48 milioni), Lance Thomas (4 anni per 25 milioni) e Joakim Noah (4 anni per 72 milioni). Ecco, svuotare il cap e creare spazio salariale è una bella mossa, ma investirli nel modo sbagliato rischia di diventare una tragedia… Auguri Knicks!

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