Chalmers, Bucci, Djordjevic e la Champions: i 10 giorni di passione della Virtus Bologna

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Sono stati 10 giorni intensissimi in casa Virtus Bologna. Tra vicende sportive ed extra-sportive, positive e negative, la Bologna bianco-nera non si è fermata un attimo.

È sabato 2 marzo, la Virtus è 10-9 in campionato, in piena lotta playoff. Al PalaDozza arriva Venezia: i ragazzi di coach Sacripanti gettano alle ortiche una partita che avevano condotto fin dalle battute iniziali. È la goccia che avrebbe dovuto far traboccare il vaso. Ma ne succederanno tante altre da quel giorno ad oggi. Proviamo a ripercorrere la prima metà del mese di marzo in casa Virtus.

Domenica 3 marzo: il giorno dopo la sconfitta in campionato, la Virtus mette a segno un incredibile colpo di mercato. A Basket City arriva Mario Chalmers, sì proprio il due volte vincitore dell’anello NBA con i Miami Heat insieme a un certo LeBron James. Per lui, contratto fino al 30 giugno, con opzione fino al 2021. Un investimento fatto con uno scopo ben preciso: arrivare a giocarsi la Final Four di Champions League, candidandosi come città ospitante.

Martedì 5 marzo: “rinnovata” la fiducia a coach Sacripanti, nel giorno dell’esordio in maglia bianco-nera di Chalmers, la Virtus esce illesa dall’andata degli ottavi di finale di CL in casa dei francesi di Le Mans (74 pari il finale). Un risultato che rimanda tutto alla partita di ritorno, ma che comunque non placa i malumori tra dirigenza e tifosi per le prestazioni della squadra e l’operato del coach.

Sabato 9 marzo: a complicare la già difficile situazione in casa Virtus, arriva una notizia che nessun appassionato di pallacanestro avrebbe mai voluto ricevere. Il presidente Alberto Bucci, da tempo malato, scompare all’età di 70 anni, vissuti fino all’ultimo momento con positività ed entusiasmo, stesse caratteristiche che lo avevano contraddistinto nella sua carriera nel mondo della palla a spicchi. Non a caso, nel 2015 era stato eletto membro dell’Italia Basket Hall Of Fame nella categoria allenatori. Il suo nome sarà legato indissolubilmente a quello della Virtus, con cui vinse 3 scudetti e 2 coppe Italia, ma Alberto Bucci è stato un uomo che è riuscito a farsi apprezzare da chiunque sia entrato in contatto con lui, persino dagli acerrimi rivali della Fortitudo.

Domenica 10 marzo: all’indomani della triste notizia, la Virtus è attesa in campionato dall’insidiosa trasferta di Cantù. In un match piuttosto combattuto, alla fine a prevalere sono i padroni di casa. Una sconfitta che rappresenta una condanna, nell’aria ormai già da diversi giorni, per coach Sacripanti, nonostante la qualificazione ai quarti di CL ancora in bilico. Il coach, al primo esonero in carriera, non ha voluto contestare le scelte della società, pur sottolineando di aver raggiunto risultati in linea con le aspettative di inizio stagione.

Lunedì 11 marzo: arriva un altro colpo di mercato di livello internazionale per la Virtus. Dopo un lungo corteggiamento iniziato già in estate, finalmente sulla panchina bianco-nera siederà Sasha Djordjevic. Il tecnico serbo è riuscito a risolvere definitivamente il contenzioso legale con il Bayern Monaco, e allenerà la Virtus almeno fino al 30 giugno (con opzione fino al 2021), congiuntamente alla nazionale serba in modalità part-time. Un’operazione effettuata in un momento molto delicato della stagione delle Vu Nere, con l’obiettivo di arrivare più lontano possibile in Champions League e di dare una svolta al campionato, raggiungendo i playoff.

Mercoledì 13 marzo: subito match decisivo per il neo-coach: il ritorno degli ottavi di finale di CL contro Le Mans. In un palazzo ancora scosso per la recente scomparsa del presidente e con la tifoseria profondamente delusa per la mancata partecipazione di esponenti della società ai funerali, la Virtus annichilisce i suoi avversari, grazie alle ottime prove di Kravic (16pt), Punter e Baldi Rossi (12pt). Se a livello tecnico-tattico era impossibile apportare modifiche, a livello emotivo l’arrivo di Djordjevic ha dato una grande scossa all’ambiente. La squadra è infatti apparsa molto più reattiva e determinata, ma il coach ha già fatto sapere che nelle prossime partite “non si aspetterà niente meno di quanto visto oggi in campo”.

Vittoria importantissima per tutti: per i giocatori, per il coach, per i tifosi, per l’ambiente in generale, alla ricerca di fiducia e serenità che, in quest’ultimo periodo più che mai, stanno mancando. La scossa c’è stata. Ora, anche per onorare la memoria del presidente scomparso, bisogna restare uniti, chiarirsi e puntare dritti all’obiettivo. Anzi gli obiettivi: in campionato non bisogna assolutamente perdere il treno playoff e, da questo punto di vista, il match di domenica prossima a Torino sarà fondamentale; in Champions League, c’è un ultimo ostacolo, Nanterre, prima che si avveri il sogno Final Four. Perché, nonostante tutto, a livello sportivo, questa stagione può ancora essere un successo per la Virtus.

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