Dall’inferno al paradiso in 4 anni: la Virtus Roma ritorna in Serie A!

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Dopo il tanto atteso ritorno della Fortitudo Bologna, la nostra Serie A è pronta a riaccogliere un’altra piazza storica della pallacanestro italiana, la Virtus Roma. La prima squadra della capitale ha infatti vinto il campionato di Serie A2 girone Ovest, conquistando la promozione diretta all’ultima giornata, grazie alla vittoria sul campo di Legnano ed alla differenza canestri positiva (+5) su Capo d’Orlando (in regular season entrambe vincenti sul parquet avversario). Nonostante un campionato trascorso sempre in vetta alla classifica, il rendimento dei ragazzi di coach Bucchi ha subito un calo negli ultimi decisivi due mesi, in cui ha vinto solo la metà delle otto gare disputate, subendo un lento ma costante avvicinamento dell’Orlandina (che invece non perde dal 31 gennaio), fino all’aggancio in classifica. Però, dopo la clamorosa rimonta subita da Rieti e la sconfitta di Treviglio nel giro di due settimane, i giallo-rossi non si sono disuniti ma, da grande squadra, hanno messo insieme le energie residue per lo sprint finale, battendo Scafati e Legnano e dimostrando di meritare il ritorno in A.

Decisiva, sotto questo aspetto, la questione Siena, contro la quale Roma, a differenza di Capo d’Orlando, non era riuscita a conquistare i due punti. Dunque, dopo la decisione della federazione di escludere la Mens Sana dal campionato, con conseguente annullamento dei punti conquistati dai vari team contro i senesi, di fatto la Virtus ha recuperato due punti in classifica sui suoi diretti rivali, risultati poi determinanti al fine di decretare l’unica promozione diretta del girone.

In realtà, è una Virtus Roma che ha fatto il suo dovere. Con il roster allestito in estate sarebbe stato un vero e proprio fallimento non ottenere la promozione diretta. I due americani, Moore (16.4 ppg) e Sims (19.4 ppg), si sono confermati da categoria superiore (e sono stati quelli che hanno fatto la differenza), il pacchetto italiani era palesemente da squadra di vertice (diventato ancor più di qualità con l’aggiunta di Prandin a stagione in corso), con tanti giocatori nel pieno della loro maturità cestistica, e infine la scommessa Amar Alibegovic si è dimostrata vincente.

Il passato: dalla gloria alla crisi

Come detto, la Serie A potrà finalmente riabbracciare un’altra delle squadre più blasonate del nostro panorama cestistico, una piazza abituata da sempre a disputare campionati di vertice. Il risultato più importante degli ultimi anni è indubbiamente la finale scudetto persa nella stagione 2012/13 contro Siena, l’anno in cui Gigi Datome in maglia Virtus fu nominato mvp della regular season. Poi la clamorosa autoretrocessione in Serie A2 al termine della stagione 2014/15 (dopo 35 anni di fila nella massima serie), chiusa al decimo posto, dopo aver conquistato anche gli ottavi di finale di Eurocup. A quel punto si prospettava un immediato ritorno nella massima serie, ma il club capitolino ha incontrato negli anni di A2 non poche difficoltà, trovandosi a disputare addirittura i playout sia al primo anno di A2 (2015/16) che nella passata stagione (2017/18).

Cosa riserva il futuro?

Stagione finita per la Virtus Roma? Ancora no, perché c’è da assegnare il titolo di “Campione d’Italia Dilettanti FIP“. A contendere il titolo ai capitolini sarà la Fortitudo Bologna, vincitrice del girone Est. Gara d’andata il 28 aprile a Roma, ritorno il 5 maggio a Bologna. Poi si potrà cominciare a pensare al futuro, con il presidente Toti però ancora indaffarato a risolvere delle questioni lavorative extra basket. La certezza, non da poco, è la disponibilità del PalaEur. Inoltre c’è da dire che coach Bucchi si è meritato la riconferma perché, qualsiasi cosa gli si voglia dire, ha centrato l’obiettivo al primo vero tentativo sulla panchina romana. Con lui, conferma in vista anche per l’assistente Daniele Michelutti. Per quanto riguarda il roster, l’obiettivo della società sarà verosimilmente quello di confermare i due americani, che hanno già dimostrato di poter tenere bene il campo anche in Serie A. Tra gli italiani, i più quotati a rimanere all’ombra del Colosseo sono BaldassoChessa, con qualche chance anche per Aristide Landi.

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