Butler, Harris e una offseason da brividi per i Sixers: cosa manca per vincere?

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Joel Embiid – © 2019 twitter.com/Sixers

Al termine di una stagione pressoché fotocopia della scorsa, i Sixers hanno proseguito il loro Process raccogliendo una vittoria in meno in regular season, 51 contro 52, a fronte di un paio in più nei playoff, utili a portare la semifinale di Conference contro i Raptors a gara 7, anziché fermarsi in gara 5 come accaduto nel 2018 al cospetto dei Celtics. In entrambi i casi, allora gli Heat quest’anno i Nets, il primo turno è stato superato con un agevole 4-1, ma, nuovamente, Philadelphia s’è fermata sul più bello. Sintomo che, nonostante l’innesto di Jimmy Butler e di Tobias Harris in un quintetto dalla qualità spaventosa, manchi ancora un passo in più per essere tra le primissime forze di questa Eastern Conference.

LE CONFERME

Partendo dai lati positivi di questa stagione, che di certo non mancano, non si può non citare il rendimento di Joel Embiid: 27.5 punti, 13.6 rimbalzi, 3.7 assist e 1.9 stoppate a partita in una regular season chiusa tra i centri più dominanti della Lega. Poi, un’ottima serie contro Brooklyn e una deludente contro Toronto, chiusa con “appena” 17.6 punti e 8.7 rimbalzi a partita, che scendono visibilmente se si esclude l’exploit da 33 punti e 10 rimbalzi di Gara 3. A 25 anni appena compiuti, però, il potenziale è di quelli clamorosi. E’ tutto il quintetto dei Sixers, però, ad aver impressionato, soprattutto in stagione regolare: tutti hanno segnato almeno 16.9 punti di media, nel caso di Ben Simmons, che però ha aggiunto anche 8.8 rimbalzi e 7.7 assist a partita. Oltre i 18 punti, invece, sia Butler (18.2) che Harris (18.2) e JJ Redick (18.1), per altro con il 39.7% da oltre l’arco su 8 tentativi a partita. Nei playoff, Butler ha cambiato marcia, collezionando 19.4 punti di media con il 45% al tiro, mentre a deludere è stato Simmons, visibilmente calato di rendimento quando si è alzata la pressione.

COSA MANCA

Al di fuori dello straordinario quintetto, però, è il vuoto a farla da padrone. Nelle sette partite contro i Raptors, il miglior realizzatore dalla panchina è stato James Ennis, che però non ha segnato neppure 8 punti a partita. I vari Boban Marjanovic, Greg Monroe e Mike Scott, tra gli esponenti di spicco al di fuori dei cinque titolari, non hanno raccolto più di 10 punti di media complessivamente. Decisamente troppo poco per poter risultare un fattore in una serie di tale importanza. E, nonostante ciò, Philadelphia è arrivata a una prodezza a tempo scaduto di Kawhi Leonard dal prenotare un posto nella finale di Conference a Est. Sintomo che, con un Simmons migliore rispetto agli 11.6 punti e 4.9 assist, con appena 8.6 tiri tentati a partita, e con una panchina in grado di dare maggiore respiro e qualità al posto dei cinque intoccabili, la serie contro Toronto avrebbe potuto avere un esito ben diverso rispetto a quanto accaduto.

L’OFFSEASON

E ora si prospetta un’estate da brividi di fronte ai Sixers. Sono 40.4 i milioni di dollari garantiti per appena quattro giocatori in tutto, se Butler ed Ennis declineranno le rispettive player option: Embiid, Simmons, Zhaire Smith e Jonah Bolden. Difficile che l’ex Bulls resti a Philadelphia, accettando 19.8 milioni, quando può ottenere un maximum contract da 140 milioni per quattro anni altrove, con Nets e Lakers tra le favorite per il suo arrivo. I Sixers dovranno riflettere con attenzione se andare all-in con un’offerta da 190 milioni per i prossimi cinque anni oppure se ripartire da altre riconferme, su tutte quelle di Harris e Redick, per puntare poi su altri free agent di valore in estate. Anche Simmons, benché resti sotto contratto, dovrebbe presto rinnovare il proprio contratto da rookie, con un possibile nuovo accordo a 168 milioni per i prossimi cinque anni. Infine, saranno da valutare, con contratti adatti alle rispettive situazioni, le conferme di Ennis, Furkan Korkmaz, Marjanovic e Scott, di fatto gli unici pezzi pregiati nella fragile panchina. Tanti dettagli da curare, tante scelte da non sbagliare: se i Sixers vogliono restare tra le prime forze a Est, questa offseason è destinata a essere decisiva.

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