Davis ai Lakers, finalmente è fatta!

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Appena 48 ore dopo l’ultima sirena che ha consegnato il titolo di campioni NBA 2019 ai Toronto Raptors ecco la classica bomba di mercato sganciata da Adrian Wojnarowski che sconvolge tutto l’intero mondo NBA: Anthony Davis ceduto ai Lakers. In cambio ai Pelicans vanno Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e tre prime scelte, inclusa la #4 al Draft NBA 2019!

Le trattative con i Boston Celtics si sono arenate presto per due motivi: 1) Rich Paul, l’agente di Davis, ha detto chiaramente che il giocatore non avrebbe rifirmato con i biancoverdi nell’estate 2020 quando sarà free agent (cosa che invece dovrebbe fare con i Lakers). 2) Danny Ainge non ha messo sul piatto dell’offerta Jason Tatum, che invece i Pelicans consideravano il pezzo centrale dello scambio.
Ecco che allora l’unica squadra con un pacchetto interessante da accettare sono rimasti i Lakers.

James-Davis per attirare un altro big ai Lakers

Ci avevano provato Magic e Pelinka già a febbraio ma i Pelicans avevano resistito tenendo Davis e creando parecchio subbuglio in NBA. 4 mesi dopo i gialloviola si sono ripresentati alla porta con la stessa offerta: 3 giocatori giovani, 4 scelte al Draft (e la quarta pick di quest’anno pesa) e il nuovo General Manager David Griffin (l’ex GM dei Cavs di LeBron) dei Pelicans ha accettato.
Ora i Lakers potranno approcciare la free agency facendosi forza con la presenza di LeBron James e Anthony Davis nel roster, oltre a Kyle Kuzma, giocatore che la franchigia non voleva cedere e che ha le caratteristiche giuste per giocare vicino al duo di All-Star.
Ora l’obiettivo dichiarato è quello di prendere uno dei free agent più quotati. I nomi sono principalmente 3: Kemba Walker sembra essere l’obiettivo numero 1, Kyrie Irving sarebbe il secondo nome più atteso e la sua reunion con LeBron potrebbe portare tanta attenzione mediatica attorno ad una squadra che vive già al centro di una soap opera continua, mentre il terzo target sembra essere Jimmy Butler, ma a quel punto i Lakers avrebbero bisogno di trovare comunque un playmaker da firmare a cifre basse (Rondo potrebbe essere l’alternativa a basso costo).

Il nuovo nucleo dei Pelicans

Se per i Lakers acquisire Davis era una mossa obbligata per evitare di perdere un altro anno della carriera di LeBron James, per New Orleans non c’erano altre scelte se non quella di privarsi di AD. Il nuovo GM Griffin aveva provato a capire la possibilità di ricucire lo strappo col giocatore per tenerlo convincendolo a giocare con la prossima Prima scelta assoluta Zion Williamson, ma il Monociglio aveva ormai deciso e dopo i problemi della scorsa stagione con la dirigenza, la frattura era insanabile.

Il nuovo quintetto dei Pelicans potrebbe essere davvero intrigante in ottica futura. Ingram e Ball hanno dimostrato di non essere ancora all’altezza dell’altissimo livello della Western Conference, ma sono in crescita e ora avranno molta meno pressione rispetto ai Lakers. Williamson rimane tutto da scoprire, soprattutto per il suo ruolo in campo e la sua adattabilità ai compagni. Holiday sarà il leader e il capitano che guiderà i compagni, mentre Randle ha fatto benissimo nel finale di stagione ma rimane comunque in dubbio.
In più i Pelicans hanno anche la #4 al Draft che potrebbe tramutarsi in Jarrett Culver ma che potrebbe anche essere inserita in un pacchetto per ottenere magari 2 scelte più basse (ad esempio gli Hawks potrebbero essere interessati a cedere le loro scelte #8 e #10) o per arrivare a qualche altro giocatore più funzionale ai compagni (pacchetto Randle + #4 scelta, o Solomon Hill + #4 scelta).

Chi ha preso bene lo scambio è stato senza dubbio Lavar Ball che ha pronosticato per i Lakers una maledizione alla RedSox-Babe Ruth: “La peggiore mossa fatta nella storia dai Lakers. Non vinceranno mai più un altro titolo. Lo garantisco.

Vedremo se il pensiero di Ball si tramuterà anche in campo, intanto però i Lakers si coccolano il loro nuovo fenomeno, un giocatore che nonostante i troppi infortuni che lo condizionano ogni stagione, rimane uno dei Top 10 player della NBA. Un lungo moderno capace di fare tutto su un campo da basket, che ora, dopo parecchi anni spesi ai Pelicans senza compagni di alto livello, avrà la possibilità di far vedere se è veramente in grado di giocare ad alti livelli con compagni importanti, o se invece rischia di essere un altro dei tanti giocatori bravi a mettere statistiche a referto, ma senza la capacità di incidere veramente sulle sorti di una franchigia.

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