Warriors più giovani con Cauley-Stein, buone aggiunte per Bucks, Nets e Jazz

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Cauley-Stein ai Warriors – © 2019 twitter.com/NBAonTNT

In meno di 2 giorni di free agency, tutte le tessere del puzzle sono praticamente sistemate, in attesa ovviamente della scelta di Kawhi Leonard, diviso tra Lakers. Clippers e Raptors. Nel frattempo tante squadre hanno lavorato per rafforzare il roster e allungare le rotazioni, come i Brooklyn Nets, reduci dagli ingaggi di Irving, Durant e Jordan, o gli Utah Jazz, i Milwaukee Bucks, i Dallas Mavericks e i Boston Celtics. Sorprende per certi versi la mobilità dei Golden State Warriors che, dopo aver preso D’Angelo Russell finendo in situazione di “hard cap”, hanno confermato Looney e aggiunto un pezzo pregiato come Willie Cauley-Stein.

NBA Free Agency 2019/20: tutte le firme!

Looney e Cauley-Stein: riscatto Warriors

Perso Durant, ceduto Iguodala e arrivato D’Angelo Russell via sign and trade, una mossa che ha sorpreso tutti perchè obbliga Golden State a stare in situazione di “hard cap” (non si possono sforare i 139 milioni di dollari complessivi per nessun motivo), il presidente Bob Myers non resta a guardare e infila tre firme molto diverse ma molto importanti. La prima è la conferma di Kevon Looney, giocatore definito fondamentale da Steve Kerr: l’ex UCLA ha incontrato Bulls e Rockets ma alla fine ha deciso di restare a prezzo di saldo con un triennale da 15 milioni complessivi. Ma non è tutto: i Warriors aggiungono un’ala piccola come Glenn Robinson III, con atletismo e tiro da fuori, e soprattutto un centro come Willie Cauley-Stein, giocatore lasciato andare dai Kings e che pareva destinato da un mercato importante. Invece nessuno lo ha reclamato evidentemente e così Golden State lo ha preso per un anno al minimo salariale, un elemento destinato a fare bene grazie alle doti di rim protector e rollante. Spicca soprattutto l’opera di ringiovanimento del roster dato che, al momento, Stephen Curry è l’unico sopra i 30 anni e che 8 giocatori su 13 sono Under 25. A questo punto non tornerà a Golden State DeMarcus Cousins (Jordan Bell ha già firmato a Minnesota) mentre Klay Thompson è stato operato e starà fuori circa 7 mesi (potrebbe rientrare dopo la pausa per l’All Star Weekend di febbraio 2020).

Matthews e Robin Lopez per Milwaukee

Si sono mossi, e bene, i Milwaukee Bucks, decisi a fare un ulteriore passo e a conquistare le Finals NBA 2020. Già confermato Eric Bledsoe, e trattenuti Khris Middleton e Brook Lopez, il GM Horst non ha potuto rifirmare anche Malcom Brogdon (passato ai Pacers con un sign and trade) ma non è rimasto a guardare: a Milwaukee è stato tenuto George Hill, reduce da playoff scintillanti (29 milioni per 3 anni), e soprattutto sono arrivati due elementi potenzialmente decisivi al minimo salariale. Il primo è Robin Lopez, che giocherà per la prima volta in NBA assieme al gemello Brook e potrà dare minuti di qualità in uscita dalla panchina; il secondo è Wes Matthews, guardia con ottimo tiro da fuori ed eccellenti doti difensive che pare fatto dal sarto per una contender come i Bucks. Per lui un ritorno a casa visto che è del Wisconsin e ha giocato 4 anni al college a Marquette.

Jazz, Nets e Mavericks allungano le rotazioni

Dopo i botti del primo giorno, i Brooklyn Nets non si fermano e guardano alla prossima stagione dove non avranno in ogni caso Kevin Durant. Già detto della firma di Garrett Temple, il GM Sean Marks prende un altro pezzo utile ed esperto, l’ala Wilson Chandler, che firma al minimo salariale e potrà provare a riscattarsi dopo le ultime esperienze opache tra 76ers e Clippers. Coach Kenny Atkinson lo conosce dai tempi in cui era un rookie ai Knicks, saprà come usarlo, anche perchè non avrà più Jared Dudley che ha firmato ai Lakers. Una perdita non da poco perchè Dudley era uno dei leader dello spogliatoio e nei playoff scorsi la sua esperienza si è fatta sentire.

Gli Utah Jazz sembrano sempre di più una contender nella Western Conference: dopo aver rinforzato il quintetto con gli arrivi di Mike Conley via trade e di Bojan Bogdanovic dalla free agency, il GM Lindsey si è mosso molto bene per rinforzare la second unit. Preso Ed Davis dai Nets come backup di Gobert, giocatore mancino bravo a bloccare, rollare e a proteggere il ferro, i Jazz hanno completato l’opera con Mudiay e Jeff Green. Il playmaker originario del Congo ha fatto una buona stagione ai Knicks (quasi 15 punti con 4 assist di media) e a Utah può migliorare alle spalle di Conley: porterà fisicità e atletismo. Idem Jeff Green, giocatore enigmatico, con grande talento ma mai realmente esploso: è però duttile, ha tiro da fuori e spalle a canestro, può agire nei due ruoli di ala ed è un upgrade rispetto a Jae Crowder.

E poi i Dallas Mavericks. Rinnovato ovviamente Kristaps Porzingis per i prossimi 5 anni (max a 158 milioni di dollari), la franchigia di Mark Cuban ha confermato Dwight Powell e Maxi Kleber, lunghi duttili che bene hanno fatto nell’ultima stagione, ha trattenuto Dorian Finney-Smith, ala polivalente che può giostrare fra il 3 e il 4, e il veterano JJ Barea, e ha riportato in Texas Seth Curry. Reduce da un’ottima stagione a Portland, il fratellino di Steph torna a Dallas dove aveva giocato nel 2016-17 e poi aveva dovuto saltare l’annata successiva per la frattura della tibia: può certamente portare tiro da fuori e playmaking in uscita dalla panchina, con la fiducia di aver firmato per 4 anni (a 32 milioni totali). Dallas può così inserirsi nella corsa per i playoff ad Ovest.

Le altre firme

I Boston Celtics, dopo la firma di Enes Kanter, completano teoricamente il pacchetto dei lunghi aggiungendo, sempre con un biennale, altri due giocatori di provenienza FIBA: confermato il tedesco Daniel Theis e preso il francese Vincent Poirier, reduce da una grande stagione in Eurolega col Baskonia (secondo quintetto All Euroleague e primo rimbalzista a oltre 8 a sera). Boston conferma anche Brad Wanamaker, play-guardia che pareva destinato al ritorno in Europa: avrà minuti alle spalle di Kemba Walker.

Guarda alla panchina anche Philadelphia che, dopo aver preso Horford e Josh Richardson, e tenuto Tobias Harris, firma il pivot Kyle O’Quinn al minimo come backup di Embiid, e conferma il 3&D James Ennis e l’esterno Shake Milton, quest’ultimo con contratto di 4 anni, una mossa che probabilmente non riporterà TJ McConnell nella città dell’Amore Fraterno.

Infine una girandola di playmaker. I Chicago Bulls offrono un triennale a Ryan Arcidiacono dopo aver preso Tomas Satoransky e scelto al Draft Coby White: significa che Kris Dunn ha le valigie pronte. I Detroit Pistons, che hanno Reggie Jackson, firmano Derrick Rose e Tim Frazier e lasciano andare a Washington Ish Smith. A Capital City arriva anche Isaiah Thomas: contratto di anno al minimo salariale per IT che proverà a rilanciare una carriera che pare arrivata davvero al punto più basso. Cory Joseph firma a Sacramento, 3 anni per 37 milioni, Michael Carter-Williams resta a Orlando mentre Elfrid Payton finisce ai New York Knicks con un biennale (anche lui…) da 16 milioni totali.

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