Eurolega: con Messina e Rodriguez i playoff sono d’obbligo per Milano

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La nostra marcia di avvicinamento all’Eurolega 2019-20 si chiude parlando dell’unica formazione italiana al via ovvero l’AX Armani Exchange Milano. Dopo aver analizzato il gruppo delle possibile outsider, quelle che puntano ai playoff e infine le contender per il titolo, terminiamo con l’Olimpia che è attesa per forza di cosa ad una stagione di altissimo livello.

AX Armani Exchange Milano – © 2019 Instagram Euroleague

L’ingaggio di Ettore Messina, unito agli investimenti per rendere il roster più competitivo, è certamente il punto da cui partire per costruire un’analisi che deve portare comunque ad un risultato preciso: la qualificazione ai playoff. Vero che il numero di squadre è aumentato, da 16 a 18, e che molte si sono rinforzate, ma l’AX Armani Exchange non può restare fuori dalle migliori 8 dopo anni di promesse non mantenute, ultima l’annata scorsa con la qualificazione gettata al vento quando sembrava ormai archiviata. Dove si può collocare l’Olimpia? Non facile da dire, certamente DEVE stare in quella fascia di team che puntano ai playoff.

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Ettore Messina

Dopo il biennio Pianigiani serviva un cambio di passo, un salto in avanti, e difficilmente si può trovare di meglio di Ettore Messina. Esclusi totem come Obradovic, Laso e Itoudis, più il rampante Jasikevicius, l’Olimpia ha puntato sul meglio e sulla voglia di Ettore di intraprendere un’avventura nuova dato che è anche presidente delle “Basketball Operations”. Messina torna al di qua dell’oceano dopo 5 anni a San Antonio al fianco di Gregg Popovich e proverà a portare Milano il più avanti possibile in una competizione, l’Eurolega appunto, che ha già vinto 4 volte (2 con la Virtus Bologna, 2 col CSKA Mosca). Durante la sua presentazione disse: “L’Eurolega è molto competitiva e anche il campionato italiano è più competitivo: se non sei preparato e non ci metti impegno, puoi perdere contro chiunque“.

Ettore Messina, Olimpia Milano

E poi, in occasione dei suoi 60 anni (il 30 settembre), ha detto al ‘Corriere della Sera’ riguardo la decisione di venire a Milano: “Armani mi ha dato una grande opportunità, una dimostrazione di fiducia che va al di là dei contratti e sento questa responsabilità, non voglio deluderlo. Sentivo l’esigenza di avere una mia squadra, uno staff, di poter operare delle scelte, mie, ho spiegato tutto questo e sono stato messo alla guida di un progetto in cui credo, che si è rivelato vincente a Mosca e a San Antonio“.

A livello di gioco Messina lavorerà presumibilmente su due aspetti: un attacco più equilibrato, con più circolazione di palla e isolamenti ridotti il più possibile, e una difesa più solida, soprattutto sugli esterni, evitando di concedere troppo nei pressi del ferro e di caricare i lunghi di falli. Lo scorso anno Milano è stato il miglior attacco con 87.27 punti di media, ma anche la seconda peggior difesa con 87.1 concessi di media (peggio solo Gran Canaria con 87.7): numeri certamente non accettabili dall’ex braccio destro di Popovich agli Spurs.

Il roster

Pochi cambiamenti ma importanti: via Jerrells, Fontecchio, Kuzminskas, Nunnally e soprattutto Mike James, dentro Aaron White, Paul Biligha, Riccardo Moraschini, Michael Roll, Shelvin Mack e il “Chacho” Sergio Rodriguez, più l’innesto finale di Luis Scola, un’aggiunta che potrà rivelarsi utile in un settore lunghi che attende il rientro di Arturas Gudaitis! Sulla carta è un roster più profondo e completo, più fisico (basti pensare a Biligha e a Moraschini e Mack fra gli esterni), forse meno talentuoso considerato che Mike James l’anno scorso è stato capocannoniere d’Eurolega e leader tecnico della squadra, ma sicuramente più esperto. Messina ha scelto giocatori se vogliamo più “di sistema” dove il “Chacho” è la stella indiscussa, il campione che deve creare gioco per sè e per gli altri ma senza isolarsi; i vari Roll, White, e chi c’era già come Brooks, Tarczewski, Micov e Nedovic (quando rientrerà…) sembrano gli elementi ideali inserirsi nei meccanismi del coach e colpire sulle invenzioni di Rodriguez.

L’incognita è Mack: il playmaker da Butler, reduce da varie esperienze NBA, sarà al debutto in Europa e avrà bisogno di tempo, ma è chiaro che il suo ruolo sarà più come specialista difensivo e attaccante aggiunto, non certo una prima punta in stile James. Viceversa gli altri nuovi sono già testati a livello Eurolega: Roll si è dimostrato un tiratore ed un esterno di buon livello col Maccabi, White è cresciuto esponenzialmente con Jasikevicius allo Zalgiris Kaunas mentre su Rodriguez e Scola c’è poco da dire. Il “Chacho” ha vinto due Eurolega, l’ultima nel 2019 col CSKA Mosca, nel 2014 è stato MVP ed è stato voluto fortemente dal capo. “Un campione che sa trasmettere sicurezza e gioia di giocare. Ha un gesto tecnico, il passaggio, che è il modo di comunicare con i compagni, con la squadra, vale più di tante parole“, Messina su Rodriguez.

Il calendario

La stagione si fa sempre più tosta: 2 squadre e 4 partite in più non sono un aspetto secondario sulla strada che porta alla Final Four di Colonia, in Germania, il 22 e 24 maggio 2020. L’Olimpia apre la propria campagna giovedì sera alle 20.30 all’Audi Dome contro il Bayern Monaco, un avversario tignoso e che ha un talento NBA come Greg Monroe su cui puntare. L’esordio casalingo al Forum è previsto per venerdì 11 ottobre contro lo Zalgiris Kaunas di Sarunas Jasikevicius. Le altre sfide da non perdere: venerdì 25 ottobre il big match col Fenerbahce, poi una settimana dopo, il 31, ad Assago arriva il nuovo Barcellona di Nikola Mirotic, Cory Higgins e Alex Abrines, mentre martedì 17 dicembre l’Olimpia volerà a Madrid per sfidare il Real di Campazzo e Pablo Laso; il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, Milano vola a Mosca dal CSKA di Hackett e del grande ex Mike James che tornerà al Forum per l’ultima di regular season, in programma giovedì 9 aprile 2020.

In mezzo anche i doppi turni: il primo a ottobre (martedì 29 a Berlino con l’Alba e giovedì 31 in casa col Barcellona), uno a novembre (col Maccabi il 20 e con l’Anadolu Efes il 22, sempre al Forum), uno a dicembre (a Madrid col Real martedì 17, in casa con Valencia giovedì 19), uno a febbraio (il 4 con l’Alba e il 7 a Barcellona) e due a marzo (martedì 3 in casa col Real e il 5 a Valencia; trasferta a Vitoria col Baskonia mercoledì 25 e in casa con l’Asvel venerdì 27).

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