Partenze, innesti e il ritorno di Oladipo: i Pacers possono ancora stupire?

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Estate 2017, Paul George stella dei Pacers lascia l’Indiana per accasarsi alla corte di Russell Westbrook, fresco Mvp della NBA. La strada per la squadra di Indianapolis sembrava segnata: rebuilding, ricostruire sui giovani elementi del roster per cercare di ritornare competitivi al più presto.

I tifosi però non hanno dovuto pazientare per molto, perché i Pacers orfani di PG hanno sorpreso tutti confermandosi per due stagioni consecutive la quinta forza della Eastern Conference, scommettendo su un roster giovane, brillante e con grandi margini di miglioramento, e Victor Oladipo da giocatore non all’altezza secondo OKC è divenuto la stella e leader della franchigia di coach McMillan.
A gennaio l’infortunio al tendine del ginocchio destro ha costretto Oladipo a fermarsi per tutto il resto della stagione. In quel momento però la regular season dei Pacers è svoltata, coach McMillan è riuscito a scovare all’interno del roster giocatori che grazie al suo intervento hanno compiuto un vero salto di qualità: Bojan Bogdanovic alla sua migliore stagione NBA, Domantas Sabonis pedina essenziale in uscita dalla panchina e Myles Turner ormai un elemento imprescindibile difensivamente per questi Pacers.
L’eliminazione al primo turno, questa volta per mano dei Celtics, non ha fatto concludere nel verso giusto la stagione, ma per il materiale umano a disposizione, ad Indianapolis ci si può considerare più che soddisfatti.

Brogdon per coprire alcune partenze

Il mercato estivo per i Pacers inizialmente è stato molto “impegnativo”, l’addio verso Utah del miglior giocatore della passata stagione, Bojan Bogdanovic, non è stato facile da digerire e anche i vuoti lasciati da due veterani come Thaddeus Young e Wesley Matthews potrebbero essere difficili da colmare. Il front-office della franchigia però ha saputo muoversi strategicamente all’interno del mercato portando in squadra degli innesti di buon livello. Il primo è Malcolm Brogdon, l’ex play dei Bucks potrebbe essere l’uomo in più per far compiere alla squadra un ulteriore salto di qualità e potrà finalmente riempire il vero punto debole del roster di Indiana durante queste stagioni, poiché Darren Collison (ritiratosi all’età di 31 anni) e Cory Joseph nella posizione di playmaker hanno sempre alternato prestazioni molto altalenanti.

Brogdon è di certo un play di primo livello nella NBA essendo dotato sia di un’ottima visione di gioco che di una buona capacità nella gestione del pallone, non a caso in queste sue prime tre stagioni Nba sta mantenendo una media di appena 1,4 palle perse a partita. Non bisogna dimenticare anche che l’ex Bucks è stato vincitore del premio Rookie of Year ed è uno dei pochi giocatori capaci di rientrare nella ristretta cerchia dei 50%-40%-90%.

Obiettivo: migliorare la panchina

Gli altri volti nuovi in casa Pacers sono quelli di Jeremy Lamb e TJ McConnell, il primo arriva da delle buone stagioni in maglia Hornets ed è una guardia dinamica dotato di tiro e atletismo, che potrebbe riempire bene lo spot vicino a Brogdon e Oladipo nel reparto guardie dei Pacers. McConnell invece proveniente da Philadelphia sarà il primo ricambio dalla panchina per Brogdon, portando la sua intelligenza in campo e la grandissima energia.

A completare il backcourt ci saranno anche i due fratelli Holiday, Justin ed Aaron, che partiranno entrambi dalla panchina per dare atletismo e cambi di ritmo. L’altro arrivo a roster è quello dell’ex Phoneix Suns TJ Warren, che probabilmente avrà l’arduo compito di sostituire Bogdanovic nello starting five di coach McMillan. Warren ha passato cinque anni a Phoneix e ad ogni stagione il suo rendimento è costantemente cresciuto fino ad arrivare ai quasi 20 punti di media nelle ultime due annate, la neo ala piccola di Indiana ha punti nelle mani e anche una discreta pericolosità dal perimetro, e viste le sue recenti prestazioni in Arizona le aspettative su di lui sono molto alte.

Sorpresa dal Draft?

Il vero punto di domanda della stagione degli Indiana Pacers, ma che potrebbe anche rivelarsi una dolce sorpresa, è il rookie Goga Bitadze, scelta numero 18 all’ultimo Draft. Il talento georgiano è un giocatore che non deve essere per niente sottovalutato: nella sua ultima stagione in Europa al Buducnost è diventato il miglior giovane dell’Eurolega nonostante le sole 13 presenze collezionate nella competizione. Il classe ’99 è un lungo moderno, con una più che discreta mobilità e capacità di coordinazione nonostante la stazza. Ha saputo dimostrare anche un ottimo timing sia in attacco soprattutto nelle situazioni da rollante nei pick-roll, sia in difesa e ciò lo rende un buon rim protector e un abile rimbalzista. Il ragazzo ha molti punti di forza, come anche il tiro dalla media e lunga distanza, ma deve migliorare molto in particolare nei movimenti difensivi e nella sua mancanza di esplosività e verticalità.
Sicuramente la prima stagione Nba sarà per lui un bel banco di prova, ma avrà la fortuna di avere accanto a sé uno dei migliori lunghi della Lega come Myles Turner, da cui potrà imparare molto.

Passare il 1° turno di playoff è l’obiettivo minimo

Grazie ad un ottimo coach come Nate McMillan ed un quintetto di sicura efficienza il futuro ad Indianapolis si prospetta più roseo del previsto, i Pacers infatti potranno dire la loro anche in questa stagione, a patto che il recupero di Oladipo sia costante e che il giocatore possa tornare in campo ad incidere quanto prima.
Il vero punto di debolezza di questi Pacers sembra essere anche quest’anno la panchina sia per quanto riguarda la sua lunghezza in termini di uomini sia per il loro livello, non all’altezza delle migliori squadre della Eastern Conference e questo potrebbe risultare un problema durante la lunga stagione NBA.

Con un Est davvero impronosticabile, con i Milwaukee Bucks dell’MVP Antetokounmpo che partono davanti a tutti, i rinnovati 76ers che puntano in alto, i nuovi Celtics guidati di Kemba Walker vogliosi di rivincita, i Nets di Irving in crescita in attesa di Durant e i campioni in carica dei Toronto Raptors che dovranno risettarsi dopo la partenza di Leonard, i Pacers potrebbero essere in grado di inserirsi e dare fastidio, più di quanto successo nelle ultime stagioni. L’obiettivo è quello di arrivare nella post season nella miglior posizione possibile e poi giocarsi tutto nel primo turno di playoff, il vero scoglio da superare al momento per la banda di coach McMillan.

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