Reggio Emilia sorprendente: Mekel il presente, Fontecchio e Candi il futuro

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Per Reggio Emilia è l’anno della rifondazione. Dopo la stagione 2018/19, che potremmo definire di transizione, dove già erano andati via praticamente tutti gli uomini che avevano riportato in alto i colori della Reggiana (conquistando un EuroChallenge e una Supercoppa italiana, oltre a due finali scudetto), quest’anno era stato programmato per essere quello della ripartenza.

La conferma che il patron Stefano Landi non volesse perdere ulteriore tempo e che, insieme alla società, aveva già individuato la strada per tornare ai vertici della pallacanestro italiana, è stata la decisione di Maurizio Buscaglia, considerato tra i migliori coach italiani in circolazione, di lasciare il quasi decennale sodalizio con Trento per sposare il progetto bianco-rosso. Se prima di allora c’era ancora molto scetticismo attorno al nuovo corso della Reggiana, dopo la firma del coach, si è cominciato a respirare maggiore ottimismo. I nove anni consecutivi sulla panchina di Trento, portandola dalla Divisione Nazionale A ad un passo dallo Scudetto, venendo nominato Miglior Allenatore della Serie A nella stagione 2014/15 e Miglior Allenatore dell’Eurocup nella stagione 2015/16, costituivano una vera e propria garanzia per i tifosi reggiani.

La cosa più inaspettata però, considerando le partenze diesel di Trento nelle ultime stagioni, è l’inizio di campionato di questa squadra: 4 vittorie nelle prime 6 gare di campionato (striscia ancora aperta di quattro vittorie consecutive), secondo posto in classifica e ancora tantissimi margini di miglioramento. È questo il biglietto da visita con cui i ragazzi di coach Buscaglia si apprestano ad affrontare il primo vero banco di prova della stagione: domenica 3 novembre al PalaBigi farà visita la capolista imbattuta Virtus Bologna. Una buona occasione per capire a che punto è il processo di rifondazione di questa Reggiana, una squadra che, ora come ora, non deve aver paura di niente.

Il roster costruito in estate si sta dimostrando il giusto mix di gioventù ed esperienza, con diversi giocatori nel pieno della loro carriera e attesi della stagione della consacrazione. Buscaglia è riuscito a riavere con sé due sue vecchie conoscenze ai tempi di Trento, come Peppe Poeta e Josh Owens, che, insieme all’esperienza di Vojvoda, stanno facendo da facilitatori per far passare al meglio l’idea di pallacanestro del coach, a quanto pare con ottimi risultati; poi c’è Johnson-Odom che, da principale terminale offensivo della squadra, sta dimostrando di essere non solo un ottimo solista (cosa che continua a fare molto bene), ma anche un discreto giocatore da sistema.

Le speranze sul futuro di Reggio Emilia sono però tutte riposte nelle mani di Simone Fontecchio e Leonardo Candi, oltre che in quelle del sorprendente Reggie Upshaw. I due italiani dovranno dimostrare di avere le spalle abbastanza larghe per reggere la ricostruzione di questa Reggiana, diventandone i pilastri della squadra del futuro.
Finora Fontecchio meglio di Candi (anche grazie alla maggiore esperienza accumulata in questi anni), ma le somme si tireranno a stagione conclusa, con l’obiettivo finale di rendere entrambi giocatori da quintetto di una squadra di vertice. Per ora invece la star è Gal Mekel. Il playmaker israeliano, proveniente dallo Zenit San Pietroburgo, si sta dimostrando il vero leader della Reggiana in questo inizio di campionato (12.3ppg, 3rpg, 6.2apg). La sua esperienza, tra Eurolega ed NBA, lo rende un autentico top player per la nostra Serie A nonché l’uomo giusto, per carisma e leadership, per riportare in alto, fin da subito, la Pallacanestro Reggiana.

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