Blazers-Anthony, una scommessa a basso rischio

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Il brutto inizio di stagione dei Portland Trail Blazers (4-8 il record, terz’ultimi a Ovest) che non hanno ancora trovato la chimica giusta dopo i nuovi arrivi estivi e l’infortunio subito da Zach Collins che lo terrà fuori verosimilmente 4 mesi, hanno fatto prendere una decisione importante alla dirigenza: Carmelo Anthony!

Dell’interesse dei Blazers per il giocatore se n’era parlato già la scorsa stagione quando era stato tagliato dai Rockets ma poi non se n’era fatto nulla e la franchigia dell’Oregon era arrivata fino alle Finale di Conference. La situazione però adesso è completamente diversa e Portland è senza dubbio una delle delusioni di queste prime settimane di partite.

Cosa non funziona

Oltre a Damian Lillard sembra non esserci nel roster un altro giocatore in grado di prendersi la squadra sulle spalle quando ce n’è bisogno. CJ McCollum, che ha scelto di non partecipare alla spedizione Mondiale per concentrarsi sugli allenamenti in vista di questa stagione sembra il lontano parente di quello decisivo dell’anno scorso. Poco incisivo, poco partecipe, la sua media punti è scesa di poco ma in compenso le percentuali al tiro sono crollate, così come le palle perse sono aumentate.
Indubbio che senza l’apporto di McCollum anche Lillard faccia fatica e le difese hanno iniziato nei momenti finali delle gare a difenderlo con 5 giocatori, rischiando sui tiri degli altri. E infatti Portland fa fatica nonostante il suo leader segni 50 o 60 punti.
Se l’impatto di Whiteside è stato positivo, altrettanto non si può dire degli altri nuovi arrivati, con Bazemore e Hezonja ancora spaesati, mentre Hood spesso ai box per problemi fisici.

Perché la scelta di Melo

L’infortunio di Collins ha aperto una voragine nel ruolo di ala dei Blazers che hanno provato a tamponare finora con Tolliver o Hezonja, oppure abbassando i quintetti, ma senza risultato. Ecco allora che oltre ai rumors che vorrebbero la franchigia interessata a Kevin Love (che però ha un contratto pesante) e Danilo Gallinari (in scadenza ma che non può essere scambiato fino a dicembre), la scelta è ricaduta su Carmelo Anthony. Melo ha 35 anni e non gioca dal novembre 2018, ma inserirlo a roster con un contratto non garantito da 15mila dollari al giorno fino al 7 gennaio 2020 (contratto che poi diventerà garantito) è una scommessa a basso rischio.
Se dovesse rendere come spera coach Stotts allora Portland avrebbe pescato a bassissimo costo un Hall of Famer e un giocatore di grande esperienza, altrimenti la decisione potrebbe essere quella di tagliarlo senza rimpianti e cercare altro sul mercato.

Cosa potrà dare o togliere Anthony?

Di sicuro il suo inserimento non aiuterà nella metà campo difensiva dove i Blazers erano già in difficoltà: 109.6 punti concessi agli avversari su 100 possessi (19° posto), 48.2 rimbalzi concessi su 100 possessi (27° posto).
Potrebbe invece togliere pressione a Dame in quella offensiva dove i Blazers sono 15esimi per punti segnati su 100 possessi (107.9) e 22esimi per percentuale da 2 punti, e Anthony in queste due statistiche è sempre stato uno dei primissimi della pista.
L’altro dato da tenere in conto invece sono gli assist, statistica dove Lillard e compagni sono ultimissimi a quota 16.9 per 100 possessi (i Jazz penultimi sono a 19.7, i Suns primi sono a 27.3), e questo come sappiamo non è la specialità della casa di Melo. Ma è vero che, con l’inserimento di un altro giocatore pericoloso in attacco, la palla potrebbe girare maggiormente e anche questa voce statistica potrebbe crescere.

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