Jabari Parker: ora coach K, prossima tappa l’NBA

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L’anno scorso, il 2012-2013, doveva essere l’anno di Jabari Parker, il sensazionale giocatore della Simeon High School di Chicago che aveva chiuso il suo anno da junior, il terzo, finendo sulla copertina di Sports Illustrated, il primo high schooler a meritare questo riconoscimento dai tempi del Prescelto LeBron James. Invece un infortunio al piede con conseguente rientro lento l’hanno fatto un po’ disperdere, anche in corrispondenza dell’ascesa di Andrew Wiggins, ed è finito dietro al canadese nella Top 100 del recruiting di Espn e terzo in quella di Rivals (Wiggins e Julius Randle in testa). Parker, ragazzo afroamericano ma di forte religione mormona, seguendo il credo di mamma Lola, originaria di Tonga, non si è perso anzi, ha firmato per Duke, nonostante la corte di BYU (università di stampo mormone), e in questo inizio di stagione NCAA sta strabiliando tutti per l’impatto che ha avuto e per la continuità del suo gioco, elementi unici confrontati con gli altri grandi talenti destinati alle prime posizioni del Draft 2014.

NBA Mock Draft 2014 – Top 30 Prospects by Basketcaffe.com

Al momento la sua posizione nei Mock Draft sparsi per il web parla di podio, con Wiggins e Randle, anche se va tenuto conto dell’incredibile ascesa del centro camerunense Joel Embiid. Secondo molti è il freshman più pronto per avere un impatto immediato nella NBA, anche più di Randle e dello stesso Wiggins. Jabari, dopo l’esperienza alla Simeon HS di Chicago, la stessa di Derrick Rose, si è trasferito in North Carolina ma a Duke si è sentito subito a casa. Con i Blue Devils, nelle prime 13 gare di stagione (fino al 31 dicembre), il record parla di 11-2 e le sconfitte sono arrivate contro due corazzate contro Kansas allo United Center (27 punti, season high) e Arizona nella finale del NIT al Madison Square Garden (19 punti).

Viaggia a oltre 21 punti con 8 rimbalzi e quasi 2 assist, più una stoppata e un recupero di media. Tira col 53% dal campo, col 46% da tre e col 75% ai liberi. Parker ha stampato quattro doppie doppie, dieci volte è andato oltre i 20 punti (una sola volta non in doppia cifra – 7 punti nella sconfitta di Duke sul campo di Notre Dame nella prima gara dell’ACC) e addirittura ha superato quota 20 nelle prime sette gare stagionale, eguagliando Kevin Durant nel suo primo e unico anno a Texas nel 2006-07. Questo la dice lunga sull’impatto del nativo di Chicago, da subito go-to-guy dei Blue Devils, un giocatore capace di essere il faro offensivo, un realizzatore sopraffino e versatile e capace di coinvolgere i compagni. Andando iù in profondità, i suoi numeri ci dicono: tira col 48% nei jumper, col 69% in post (entrambi sono il meglio nella ACC), col 55% in situazioni di uno contro uno, e produce 1.14 punti per possesso (1.03 wiggins, 0.96 randle, 0.90 gordon).

Oltre ad essere forte, anzi molto forte sul campo, Jabari è un bravo ragazzo, uno che al liceo andava in giro con nello zainetto anche il libro mormone, oltre che la divisa da basket e l’iPod. Il suo attuale, Mike Krzyzewski, ha detto di Parker: “E’ un ‘Duke kid’. E’ un grandioso studente, proviene da una famiglia meravigliosa e ha notevoli doti morali. E’ il meglio in ogni aspetto. Sarà per sempre uno di noi, come Kyrie Irving. Penso che andrà nella NBA anche se è il tipo di ragazzo che adora stare al college. Però ha la chance di essere la numero uno, o comunque una top tre del prossimo Draft e sarà difficile rinunciare. Le possibilità che resti anche l’anno prossimo sono minime. Noi saremo pronti in ogni caso“. Qui una bella intervista a Espn con Jay Williams, ex Duke.

Normale che si parli di Jabari Parker di Draft e che si parli spesso di lui in chiave NBA. Quello che impressiona è la capacità di essere sotto controllo pur essendo un attaccante pazzesco, con tiro da ogni posizione, anche in post basso, ball handling, atletismo adeguato e tutt’altro che sotto gli standard, come diceva qualcuno. Gli aspetti del gioco su cui deve lavorare sono soprattutto mentali: deve mantenersi sempre in forma perchè tende a prendere peso, deve sforzarsi di più in difesa, pur essendo un discreto stoppatore in aiuto, e deve avere sempre ritmo, senza accontentarsi del tiro da fuori.

I giocatori cui viene più avvicinato sono Grant Hill, Paul Pierce e Carmelo Anthony, tre incredibili interpreti del ruolo di ala piccola con leadership, capacità di gestire la palla e attaccare con notevole varietà di movimenti e soluzioni, un incubo per i difensori. Ora non è possibile dire dove giocherà il prossimo anno in NBA ma sulla carta due appaiono le destinazioni preferite: i Chicago Bulls, la squadra di casa e dove gioca Derrick Rose, come Parker ex alunno di Simeon HS, e gli Utah Jazz, la franchigia dello stato dove il culto mormone è più diffuso e vivo.

4 Commenti

  1. Più Melo che Hill o Pierce per quanto visto in NCAA ma con un migliore tiro da 3. I numeri saranno pure buoni ma nulla di nemmeno paragonabile a quanto fatto vedere da KD che di punti ne metteva tanti (26) e aggiungeva anche tutto il resto (11 rimbalzi, 2 rubate e 2 stoppate).
    Comunque nella maggior parte dei mock draft Embiid ha preso la 1 posizione da almeno un mesetto (giustamente per quanto visto), con Parker alla 2 e Wiggings che si gioca con Randle la terza chiamata.

  2. Auguri a tutti e buon anno reagazzi! Scusate l’assenza ma fra cene aerei e partite guardate in diretta la notte ho accantonato un po’ il sito!
    Jabari…
    Wow. Tecnicamente più completo di Wiggins, ma decisamente di più specie dal post.
    Va detto che i miglioramenti che fa vedere Embiid io li prenderei con le pinze. I lunghi in contesto NCAA sono da parafrasare.
    Potenzialmente è devastante. Va detto che uno dei primi 5 di questo draft sarebbe sicuramente stato la prima pick dell’ultimo che abbiamo avuto occasione di commentare!

    • … se la pick da confrontare è Bennet allora probabilmente anche il 30° del prossimo draft sarebbe stato la prima scelta.

      Concordo su Embiid, un po’ troppo leggero e non mi ricordo dei gran jumper che potrebbe dargli quella perimetralità che “compensa”.
      Se fossi un GM non vorrei la scelta numero 1 che cmq io la giocherei tra il canadese e Jabari, che i SG/SF/PF di qualità sono diventati fondamentali in quanto sono molto versatili tatticamente e li puoi mettere nello spot più debole del rooster.

      • Un Oladipo un Burke o un MCW ci starebbero benissimo in lottery quest’anno!
        Noel fisicamente integro in Nba può fare la sua parte.
        Potenzialmente Len è il più forte di tutti. Ma il campo lo vede con il binocolo.
        VOGLIAMO LASCIARLI AL COLLEGE SANTO DIO?
        Menzione per kendall marshall. Era assurdo che il miglior play di un draft venisse cestinato totalmente. Ha lavorato sul suo tiro da 3, e ora si è ritagliato il suo spazio in quel disastro che è LA.
        Bravo!

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