Preview NBA: Atlantic Division 2018/2019

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Leggi tutte le preview (PS: le preview senza link sono in fase di pubblicazione!)
WESTERN CONFERENCE: Northwest Division | Pacific Division | Southwest Division
EASTERN CONFERENCE: Atlantic Division | Central Division | Southeast Division

Con l’avvento della nuova stagione regolare ormai alle porte, diverse sono le turbolenze che hanno coinvolto le franchigie della Eastern Conference nell’offseason ancora in corso. Perso colui che, a tutti gli effetti, è stato il padrone di casa per circa un decennio, LeBron James, la sponda orientale della NBA è in attesa di conoscere i suoi nuovi protagonisti. Concentriamoci quindi sull’Atlantic Division, in apparenza fra le più competitive e tecnicamente fornite dell’intera Lega, dopo tanti anni di anonimato, grazie alla crescita di Boston, Toronto e Philadelphia che molto probabilmente si contenderanno i primi 3 posti dell’intera Conference.

1 – Boston Celtics (record previsto 59-23)

Senza rivali, almeno apparentemente, sulle rive dell’Atlantico, i verdi guidati da Brad Stevens sono pronti a tornare, a tutti gli effetti, nell’élite della NBA. Molto dipenderà, ovviamente, dalle condizioni fisiche di Gordon Hayward e Kyrie Irving, senza i quali comunque i Celtics sono stati in grado di affacciarsi fino a gara 7 delle Finali di Conference lo scorso anno. Merito, sopratutto, della freschezza e dinamicità del duo Tatum-Brown, attesi adesso alla definitiva conferma. La permanenza di Marcus Smart e di Al Horford garantisce esperienza, tattica e solidità difensiva: le principali frecce all’arco di Brad Stevens, che, con un’infermeria vuota, proverà anche a migliorare l’efficienza offensiva.

2 – Toronto Raptors (record previsto 56-26)

Spezzare la routine a cui i Canadesi ci hanno abituato da un lustro a questa parte: una Regular Season sempre positiva, esaltante, seguita ripetutamente da cocenti eliminazioni in Post-Season. Il 4-0 subito da LeBron e soci ha fatto saltare il banco: fuori Casey e DeRozan, rispettivamente coach e giocatore protagonisti dell’effimero successo di Toronto; dentro Kawhi Leonard e Danny Green. Un quintetto da sogno (Lowry, Green, Leonard, Ibaka, Valanciunas) con i mesi contati, causa scadenze contrattuali ed esigenze di bilancio. Tutto subito, o probabilmente sarà rebuilding!

3 – Philadelphia 76ers (record previsto 54-28)

Tanti proclami, ma adesso i Sixers sono veramente tornati e fanno paura a tutti! Nessun team in NBA, infatti, può vantare il potenziale (presente e futuro) degli uomini da Philadelphia. Il terzo posto e le Semifinali di Conference raggiunte nella scorsa stagione hanno segnato la conclusione del torpore e il definitivo rilancio; ora si attende la consacrazione nell’élite dell’Est. La conferma di JJ Redick (importante dopo le partenze di Belinelli e e Ilyasova anche a livello di esperienza) e le aggiunte del veterano Wilson Chandler e del rookie Zaire Smith (che però causa infortunio salterà probabilmente tutta la stagione) tra le note liete di un’estate passata a sognare in grande. Tutto però, sarà sulle spalle dei due, seppur giovani, big: Ben Simmons e Joel Embiid. A questi va aggiunto anche Markelle Fultz, prima scelta assoluta al Draft 2017, che quest’anno spera di stare lontano dagli infortuni per far vedere a tutti il suo potenziale.

4 – New York Knicks (record previsto 32-50)

Aria nuova, aria buona, finalmente a New York City. I Knicks ripartono principalmente da Dave Fizdale, guru tattico scelto dal duo Perry-Mills per ridare un’identità difensiva e di squadra ad un roster discreto ma ancora troppo acerbo. Superata la turbolenza mediatica del periodo Melo-Jackson, i blu-arancio sono sulla strada giusta per un futuro ben più roseo del recente passato. La competitività presente dipenderà esclusivamente dall’eventuale rientro di Kristaps Porzingis, che pochi mesi fa ha subito la rottura del crociato (al momento non sembrano esserci tempi di recupero certi). Si attendono, poi, la crescita di Frank Ntilikina e l’esplosione di Tim Hardaway Jr, oltre al rapido adattamento nel “basket dei grandi” del rookie Kevin Knox. Ovviamente troppo poco per sperare nei playoff, ma almeno un barlume di luce in fondo al tunnel.

5 – Brooklyn Nets (record previsto 29-53)

Situazione praticamente analoga nell’altra metà della Big Apple. Kenny Atkinson, al secondo anno al timone dei Nets, sta progressivamente tirando la franchigia fuori dal pantano nel quale si era bloccata con la disastrosa precedente gestione. In campo, D’Angelo Russell avrà le chiavi in mano di un roster che, con Allen, Dinwiddie e Levert, non è carente di giovani promesse che andranno fatte crescere ed aspettate. Incuriosisce, poi, l’arrivo di Kenneth Faried dai Nuggets: giocatore esplosivo, in cerca dello smalto perduto tra le montagne del Colorado e sopratutto di un nuovo contratto la prossima estate.
Poche pretese, obiettivi limitati: da Brooklyn ci si attende un’ulteriore crescita, qualche vittoria in più e tanto divertimento. Arriveranno tempi migliori!

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